Victoria Yuki, escort e pornostar: “Sognavo di farlo già a 13 anni”

Victoria Yuki, escort e famosa pornostar, ha raccontato a Libero Quotidiano di aver deciso di lavorare nell’industria del sesso già a 13 anni. Ecco la sua storia.

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La 23enne di Asti Victoria Yuki è una famosa escort e pornostar, che ha fatto fortuna in Giappone, prima di trasferirsi a Torino. Libero Quotidiano ha deciso di intervistarla, per scoprire cosa spinga una ragazza così giovane a lavorare nell’industria del sesso.

Yuki, una ragazza minuta, bionda e completamente diversa dallo standard della pornostar sexy e rifatta, ha sorpreso con le sue risposte. Vediamo cosa ha raccontato.

La pornostar Victoria Yuki si racconta

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FONTE FOTO: https://pixabay.com/it/lingerie-biancheria-intima-donna-2159697/

Dopo aver lavorato due anni in Giappone come attrice porno, Yuki ha deciso di tornare in Italia. Suo fratello non l’ha accolta bene e lei è stata costretta a trasferirsi a Torino, ma non ha intenzione di cambiare mestiere. La sua, dice, è una vocazione che ha fin da quando era solo un’adolescente.

Fin dai tredici anni, ben prima di avere il primo rapporto sessuale, ho capito che avrei fatto questo tipo di professione. Mentre le mie amiche collezionavano figurine dei cartoni animati, io raccoglievo le card delle attrici hard giapponesi e brandelli di biancheria intima da loro usata, che acquistavo online. Ero abbagliata dalla loro raffinatezza”, ha spiegato.

Ha iniziato a lavorare a 18 anni, guadagnando 1 euro al minuto con le video-chat erotiche. Dopo poco ha iniziato a fare la escort. La prima volta non ha suscitato in me disagio o sensi di colpa. L’ho vissuta come una cosa del tutto naturale”, ha dichiarato, aggiungendo che ora guadagna dai 300 ai 500 euro all’ora come escort e dai 150 euro in su a scena come attrice.

Spesso riceve richieste strane, ma è molto selettiva:Rifiuto categoricamente il sesso anale e quello non protetto. Il primo è per me qualcosa contro natura, Dio non ci ha progettati per questo e molte mie colleghe attrici sono state ricucite dopo rapporti di questo tipo; il secondo invece è un rischio al quale io non mi voglio esporre, sebbene qualcuno lo chieda”.

In ogni caso, ama il suo lavoro, che considera un riscatto sociale. “Io non ci sto a sgobbare tutto il giorno in un call-center per 600 euro al mese. Come si può vivere così?”, ha dichiarato senza esitazioni. Pur essendo tranquilla economicamente, non ha però ancora trovato l’amore, né l’equilibrio spirituale. “Spero di stare bene con me stessa un domani”, ha concluso.