Orgasmo in tutte le lingue: come si chiama e si vive il piacere nel mondo

Come viene chiamato l’orgasmo nel resto del mondo? E come viene vissuto l’apice del piacere da uomini e donne? Scopriamolo insieme!

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Il nuovo numero della rivista antropologica Terrain, intitolato “Jouir?” (Godere?), ha analizzato i modi in cui l’orgasmo viene chiamato, vissuto, suscitato e perfino simulato nei diversi paesi del mondo.

La ricerca è partita dalla domanda rivolta all’antropologo Philippe Erikson dagli abitanti della giungla amazzonica: “Philippe, nel tuo paese, quando fai l’amore con donne nawa (bianche), urlano ‘kwa kwa’ come quelle nere?”. È questo, infatti, il grido con cui le donne degli uomini Matis indicano il piacere. Vediamo cosa accade nel resto del mondo.

L’orgasmo in tutti i paesi del mondo

In ogni paese c’è un’espressione tipica per indicare il raggiungimento dell’apice del piacere. In Giappone si dice “iku” (ci vado), in Gran Bretagna “I came” (vengo), a Taiwan “shûfû” (piacevole), in Olanda “lekker” (delizioso), in Francia “Oh, oui” (oh, sì).

orgasmo

Anche il modo in cui viene vissuto l’orgasmo cambia. Ad esempio, i Matis sono nudi nella giungla, ma sono molto pudici, non hanno mai erezioni in pubblico. Gli uomini si toccano per mettersi alla prova, ma devono resistere, raggiungere l’orgasmo è infamante.

Nella zona di Dakar i preliminari tra moglie e marito iniziano la mattina, con la donna che provoca l’uomo, diffondendo profumi e dicendogli frasi esplicite, fino a quando la sera non avviene il rapporto.

Il piacere femminile, difficile da raggiungere per molte donne, pare che non sia un problema per le senegalesi: dalle statistiche del 2008 risulta che il 97% di loro lo raggiunge. Per riuscirci, ricorrono ad un vero “arsenale” erotico e gli uomini usano prodotti dopanti, dall’effetto simile al Viagra.

L’orgasmo ha una grande importanza per loro: l’attività sessuale conferisce alla moglie la capacità di agire e sopraffare il marito, è una sorta di sfida. Gli uomini vengono provocati e le mogli ricevono un regalo il giorno dopo.