Opere di Alda Merini: l’amore e dio

La voce di una donna e la vita di una diversa: tutte le anime dell’opera di Alda Merini

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Le opere di Alda Merini riflettono, nello stile disordinato ma organico, armonioso e doloroso che è tipico di questa grande poetessa, l’enorme sofferenza, l’idea costante di essere una diversa che l’hanno accompagnata per tutta la vita.

Le prime pubblicazioni

A scoprire il talento di Alda Merini quando era poco più che ragazzina, fu Giacinto Spagnoletti che insiste per pubblicare le sue prime poesie e a cui sarà dedicata la lirica “La Luce”, pubblicata nel volume antologico “Poesia Italiana Contemporanea 1909 – 1949”. Prima raccolta di testi fu “La presenza di Orfeo” del 1953, in cui vengono raccolte poesie scritte per gli amici e per coloro che seguivano con affetto e apprensione i primi passi della vicenda letteraria della poetessa. Si delineano in questa raccolta già quei temi che sarebbero stati caratterizzanti dell’intera poetica della Merini: il linguaggio amoroso (anche in riferimento a un rapporto d’amicizia), i temi erotici e la fascinazione per il mistico. Questa prima opera fu citata entusiasticamente anche da Pier Paolo Pasolini in un saggio sui poeti orfici. La seconda raccolta di versi, del 1955, è “Paura di Dio”, in cui le liriche hanno titoli e temi che si rifanno ai testi sacri. Il sacro, la paura della morte e dell’essere troppo poco amata saranno i temi portanti di questa raccolta che ritorneranno anche in quella successiva, “Nozze Romane”.

Maturità e dolore nelle opere di Alda Merini

Il capolavoro di Alda Merini, la summa della sua poetica, è certamente “Terra Santa” pubblicato nel 1979, primo lavoro successivo all’uscita dall’ospedale psichiatrico Paolo Pini, le cui mura vengono paragonate a quelle di Gerico. La storie editoriale di questa raccolta fu estremamente difficile, rifiutata più volte da diverse case editrici. Le poesie di questa raccolta sono principalmente in endecasillabi e trattano con una toccante perfezione formale il tema terribile e squassante del manicomio. L’internamento al Paolo Pini viene assimilato all’esperienza del popolo ebraico durante l’esodo verso la Terra Santa. “L’altra verità. Diario di una diversa” è il primo libro in prosa composto di lettere, pagine di diario e brevi poesie in cui la Merini ripercorre ancora una volta l’esperienza in manicomio vissuta prima a Milano e successivamente a Taranto. Non vi è un vero racconto organizzato in un unico tempo narrativo, ma il libro procede per balzi tematici, epifanie che palesano il naturale senso del sacro che alberga in ogni essere umano.
Negli ultimi anni della sua produzione letteraria la Merini si dedicherà essenzialmente al tema d’amore. “Delirio Amoroso”, “Il tormento delle figure”, “Vuoto d’amore” e “Ipotenusa d’amore” vengono pubblicati dal 1989 al 1992. Nel 1995 esce il libro autobiografico “La pazza della porta accanto” in cui la Merini, con il suo solito stile tortuoso ripercorre l’interezza della sua parabola umana e artistica.

Fonte immagine di copertina: www.aldamerini.it