Nell’ottica di una moda sostenibile, la designer inglese sta sviluppando con Google uno strumento attento alle esigenze del settore fashion.

Uno degli obiettivi più sentiti e ultimi del mondo della moda è attualmente quello di lavorare in maniera significativa perché i termini green e moda possano convivere serenamente: per una moda sostenibile non solo c’è bisogno che i consumatori, e in tantissimi già lo fanno, continuino ad abbracciare abitudini d’acquisto consapevoli, ma anche chi lavora nel settore deve essere orientato e guidato in prima persona. Tutti desiderano partecipare e fare la loro piccola parte, e la stilista inglese Stella McCartney è da sempre una delle prime.

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Stella McCartney e Google, insieme per uno strumento che guidi verso la moda sostenibile

Stella McCartney, amatissima designer britannica ha deciso di coinvolgere in questa missione green anche Google, che insieme al programma Textile Exchange e l’ONG WWF sta lavorando nello sviluppo di uno strumento digitale che prende il nome di Global Fiber Impact Explorer (GFIE). Al centro quindi c’è la scelta delle fibre, per aiutare il settore sin dal momento della fornitura ad essere consapevole dei tipi di materiali, differenze e rischi inquinanti, diventando così eco-responsabili a partire dal catena di fornitura.

A seguire la designer britannica nello sviluppo e consolidamento di questo progetto, anche marchi come H&M, Adidas e VS Corporation, realtà che nel loro piccolo hanno iniziato ad introdurre nelle loro collezioni prodotti realizzati con materiali sostenibili.

Google in un post del proprio blog ha sintetizzato come questo strumento di ricerca possa essere significativamente orientati per chi opera nel settore della moda, dal momento che l’industria della moda è uno dei principali colpevoli della crisi climatica e ambientale globale, poiché genera l’8% delle emissioni di gas serra nel mondo, soprattutto nella fase di rifornimento dei materiali. Le aziende del fashion però quando acquistano le loro materie prime riescono solo in maniera parziale e a volte persino nulla a prevedere il loro impatto ambientale. Ed è per colmare questo gap che Google sta lavorando con Stella McCartney.

Gli obiettivi di Global Fiber Impact Explorer: classificare le fibre eco-responsabili

Google lavora al progetto da due anni. L’obiettivo è quello di permettere a tutte le aziende del settore fashion di disporre di uno strumento che fornica tutte le informazioni necessarie al fine di prendere decisioni avendo un quadro chiaro dell’impatto ambientale di ogni produzione.

La prima versione del GFIE utilizza Google Earth e Google Cloud, concentrandosi sulla valutazione del rischio ambientale di diverse fibre in base a diversi fattori di inquinamento: inquinamento atmosferico, biodiversità, emissioni di gas, impatto sulle foreste e consumo di acqua. In questo modo ad ogni fibra, naturali, di cellulosa e materie sintetiche, dovrebbe corrispondere un rischio ambientale.

La partecipazione anche del WWF allo sviluppo di questo strumento è legata all’esigenza di integrare allo strumento un’analisi dei rischi più approfondita, mentre Textile Exchange si occuperà della gestione e del lancio ufficiale del 2022, trattandosi un’associazione senza scopo di lucro che promuove l’uso di fibre eco-responsabili.

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Ultimo aggiornamento: 05-12-2021


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