Maleficent: C’era una Volta una cattiva Jolie

L’attrice Angelina Jolie al cinema con il film Maleficent che racconta la storia dell’antagonista della Bella Addormentata. E del risveglio delle donne moderne.

chiudi

Caricamento Player...

E se il Male fosse davvero così? Se, un giorno, prendesse le sembianze di Angelina Jolie e ci osservasse nel fitto del bosco, un’ombra di rara bellezza? Ci farebbe suoi, nella maggior parte dei casi, non dubitate; e se inaspettatamente non ci riuscisse, se restassimo al fianco di Rosaspina, di certo ne usciremmo provati, perché avremmo avuto la conferma – lo sappiamo, ma è della conferma che abbiamo bisogno – che Male e Bene attraggono e respingono, con lo stesso sguardo ipnotico di una donna senza cuore.

Una malvagia, una strega, una vecchia e una brutta. Una figura relegata, nelle fiabe che hanno accompagnato la nostra cresciuta, al ruolo di “cattiva”, ma che l’era moderna e soprattutto il cinema finalmente eleva al ruolo di protagonista.

Angelina Jolie sarà Malefica, dal 28 maggio al cinema. “Maleficent” è un film costruito sul punto di vista e sul passato dell’antagonista Disney della Bella Addormentata, quella Malefica che, in fondo, ha sempre affascinato anche i bambini. Tremendamente cattiva, lugubre, fiera nel portare le sue corna ricurve, forte e calcolatrice. Niente a che vedere con le sorellastre di Cenerentola, prigioniere della loro mediocrità, o con la Regina di Biancaneve, che per vincere si indebolisce da sola facendosi vecchina (leggere sempre tutte le clausole, anche quelle delle pozioni, che ammettono il bacio del vero amore contro ogni incantesimo, frutta avvelenata inclusa). Malefica è diversa, perché ha tutte le carte in regola per farcela, per vincere sull’assonnata Rosaspina.

La pellicola di Maleficent darà la versione dei fatti di un’altra cattiva. Come ogni azione legale ammette. Una svolta che è cominciata con la moda delle star desiderose di farsi antipatiche. Elogio alla bellezza che non si basta: ricordo Monica Bellucci, che rapiva il fiato nella cattiva dei fratelli Grimm; Julia Roberts nella versione moderna di Biancaneve; fino a lei, Angelina Jolie, con la sua Malefica. Come ne sono uscite queste versioni? Interessa poco, visto che qui vorrei soltanto offrirvi una riflessione sulla necessità che gli stereotipi veicolati dalle fiabe, dei quali tra l’altro da tempo si discute, vadano in pensione. E lo si coglie proprio dalle pratiche di revisione dei simboli femminili che nelle favole incarnano il male. Nei secoli passati, le principesse aspettavano l’intervento del principe, i principi erano coraggiosi e iperattivi (si davano da fare per una conosciuta e intravista una volta, oggigiorno non aprono nemmeno più la portiera alla moglie) e le cattive sempre tra il nevrotico e il mestruato.

Il cinema, adesso, mescola le carte, così come si sono mescolati i ruoli all’interno della società contemporanea, nella quale di Principi Azzurri se ne vedono sempre meno e le Principesse sono capacissime a salvarsi da sé. E le malvagie? Anche loro ci mostrano come la donna stia rivedendo il suo ruolo, o meglio di come possa finalmente decidere da che parte stare; e non perché sia una perdente o una vincente, una buona o una cattiva, ma perché essere donna vale una libera scelta. Libera scelta di fare giardinaggio gorgheggiando coi passerotti (il vecchio prototipo) o di darsi al pollice verde, incavolandosi al punto da scatenare la crescita di rovi extra-large per mettere alla prova l’impavido (uno di quelli che restano impavidi) principe Filippo (quello della Disney, non il principe consorte dei Windsor, badate!).

Ecco, c’è voglia di nuove favole. Anche se, permettetelo, l’esempio più riuscito e difficilmente riproducibile ce lo offrono (scurrilità a parte) Shrek e Fiona, i brutti affascinanti orchi di pari dignità e diritti che lottano insieme per il vero amore. E, ma questo è un gusto personale, ce lo ha offerto anche una favola storica come “La bella e la bestia”, dove più di Belle è la Bestia a reggere la storia. A incuriosire. Ad affascinare. Ad avvicinare al non-Bene, per portare a una lettura meno superficiale dell’amore. Così, forse, sapremo tenere a bada il Male, la Jolie, Malefica ma (evviva!) di sicuro non la rivendicazione di noi stesse. Come donne e principesse di nuova (c)era.

Giovanna Boglietti.

Guarda cosa accadde oggi.

 [jwplayer player=”1″ mediaid=”16301″]