Libri classici da leggere ad Aprile

Due piccoli libri per ragazzi che fanno riflettere anche gli adulti

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Libri classici da leggere ad Aprile: “Il Piccolo Principe” e “Il Gabbiano Jonathan Livingstone” per scoprire o riscoprire l’educazione ai sentimenti.

Libri classici da leggere ad Aprile: il Piccolo Principe

“Il Piccolo Principe” fu pubblicato per la prima volta nell’ormai lontano 1943 da Antoine de Saint-Exupéry, francese residente a Long Island (Stati Uniti). Da allora ha conosciuto un numero elevatissimo di traduzioni, di edizioni e di adattamenti per cinema e televisione. Il successo di questo libro semplice, dalle illustrazioni naif e apparentemente dalle poche pretese, sta proprio nella capacità di trattare con estrema chiarezza e poeticità temi fondamentali per una crescita emotiva consapevole. Il protagonista è un principe bambino che governa un asteroide abitato soltanto da una rosa e tre vulcani. L’interlocutore del piccolo principe è l’autore stesso, che si rappresenta come un pilota di aviazione militare precipitato con il suo velivolo in mezzo al deserto dove, appunto, incontra per la prima volta il piccolo principe. Da quell’incontro fortuito si dipana una storia narrata e vissuta in cui si affrontano temi universali come l’amicizia, l’aspettativa, l’egoismo, l’altruismo, la morte e la nostalgia. Disponibile in moltissime edizioni, anche economiche, il Piccolo Principe è un libro che non si può non aver letto.

Il Gabbiano Jonathan Livingston

Questo romanzo breve fu un caso letterario degli anni Settanta ma che resta ancora oggi una fonte di ispirazione per giovani e meno giovani. Scritto da Richard Bach, è una sorta di romanzo di formazione spirituale che ha come protagonista un gabbiano del quale si segue la parabola di elevazione e di auto perfezionamento. L’impegno, l’abnegazione e i sacrifici necessari ad imparare a volare non sono altro che metafore precise del percorso di una vita. Il desiderio stesso di perfezionare l’arte del volo e di non limitare la propria esistenza soltanto alla ricerca di cibo e alla mera sopravvivenza fanno del gabbiano Jonathan un individuo particolare, spesso deriso dagli altri componenti della sua comunità. Nel tentativo di essere accettato dai suoi simili Jonathan arriverà addirittura a negare le sue aspirazioni e a fingere di essere quello che non è, ma si renderà conto presto dell’enorme errore che sta commettendo. La storia del continuo desiderio di perfezionamento si evolve passando attraverso vari gradi di consapevolezza e rappresenta a tutti gli effetti un cammino di perfezionamento spirituale che non si può ingabbiare in nessuna delle ideologie o delle religioni che pure hanno tentato di impadronirsene nel corso dei decenni.