La carriera di Valter Longo

Tra la bacchetta e il microscopio, il microscopio

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La carriera di Valter Longo avrebbe potuto essere quella di un musicista o di un direttore di banda, se le cose fossero andate diversamente.

Il trasferimento negli Stati Uniti e il percorso accademico

Originario di Genova e nato nel 1967, Valter Longo si è trasferito negli Stati Uniti da adolescente, coltivando il sogno di diventare un musicista: le sue passioni principali erano il rock, il blues e il be – pop. Si iscrive all’Università del Texas e arriva ad un passo dal dirigere la banda del proprio College. A quanto pare però non era la bacchetta del direttore d’orchestra lo strumento che il destino aveva stabilito di mettergli tra le mani. L’altra grande passione del giovane Longo era la biochimica che, dopo la morte del nonno paterno al quale il ragazzo era molto affezionato, si tradusse nell’interesse per lo studio dell’invecchiamento cellulare.
Si laurea in biochimica presso l’università del Texas Settentrionale e nel 1997 ottiene un dottorato di ricerca in biochimica presso l’università della California con sede a Los Angeles. Nell’università della California Meridionale coronerà il suo percorso di studi con un post – dottorato in neurobiologia dell’invecchiamento incentrato sullo studio del morbo di Alzhaimer.

Attualmente Longo è passato dall’altra parte della cattedra: insegna Biogerontologia presso l’Università della California Meridionale ed è direttore dell’Istituto sulla Longevità.
A Milano è direttore del programma di oncologia e longevità presso l’IFOM, una struttura che si occupa principalmente di ricerca sul cancro.

La carriera di Valter Longo coronata con il successo mediatico

Dopo l’uscita del suo libro La Dieta della Longevità, edito dalle Edizioni San Paolo, la fama di Valter Longo ha raggiunto anche il grande pubblico, affascinato dall’idea che una dieta con un limitato apporto di proteine possa rigenerare il corpo, migliorarne lo stato di salute generale e aumentarne la longevità.
La dieta della longevità illustrata nel volume cura la malattia e approccia l’invecchiamento del corpo come un meccanismo globale da affrontare in maniera profonda. In quest’ottica somministrare una medicina specifica, sottoporre un paziente a trattamenti chemioterapici sono rimedi superficiali e non realmente risolutivi per migliorare lo stato di salute e in generale le condizioni di vita di un individuo. La dieta della longevità, alternata a brevi periodi di digiuno sotto controllo medico(dieta mima digiuno), è presentata come la chiave per aiutare il corpo a guarire da solo, rinnovare efficacemente le proprie cellule, raggiungere un livello di salute alto e costante che permetterebbe di vivere 10 anni oltre la comune aspettativa di vita.