Kevin Costner: “Il tonno è servito ad alimentare i miei sogni”

Kevin Costner si difende dalle critiche per lo spot in favore di un’azienda di tonno in scatola: “Coi soldi ho aiutato l’ambiente e prodotto film scomodi”.

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Un divo del cinema ridotto a fare la pubblicità ad un tonno, non è che sia proprio il massimo. Per lui in prima persona, certo, ma anche per appassionati e appassionate che, dopo aver ammirato Kevin Costner in capolavori come ‘Balla coi lupi’ o ‘Gli Intoccabili’, ultimamente si sono dovuti accontentare di vederlo consigliare una nota varietà di tonno in scatola.

Certo, non è che il grande Kevin si sia sprecato più di tanto. Giusto un paio di battute, il tempo di girare qualche inquadratura con lo sfondo dell’incantevole Costiera Amalfitana sullo sfondo, e poi via dall’Italia con un cospicuo assegno nel borsone. Rientrato in Italia nelle vesti di musicista in occasione dell’Orvieto 4 Ever, Kevin Costner c’è rimasto male quando ha saputo che molti tra i suoi fan gliene hanno  dette  di  tutti i colori ed ha spiegato a Repubblica:

“Non faccio pubblicità per far soldi, ma per alimentare i miei sogni e poter fare le cose che più mi piacciono”.

Che poi, in fondo, che significa? Ecco chiarito meglio il concetto:

“I soldi che ho preso sono serviti a sviluppare tecnologie che ci aiutino nella difesa dell’ambiente, oppure a finanziare film sul razzismo o sui nativi americani che Hollywood si rifiuta di fare. Così se ne vanno i miei guadagni, cosa credete. Fossi stato bravo come uomo d’affari, oggi avrei un mucchio di soldi”.

Kevin Costner non lo dice apertamente, ma probabilmente se avesse avuto più soldi quella pubblicità del tonno proprio non l’avrebbe girata:

“Eppure non ho rimpianti, anzi provo gratitudine nei confronti dell’azienda che mi ha ingaggiato. Sono stato benissimo ed ho potuto investire i guadagni in nobili progetti”.

Tra cui la creazione di una società che ha prodotto una macchina per ripulire il Golfo del  Messico dal petrolio, o finanziare la produzione di un film scomodo sul razzismo, ‘Black and white’.

“Qualche volta succede che per poter fare i miei film io mi debba battere. Ciò che Hollywood non capisce è che anche un film come Black and white è commerciale, solo che loro non vedono esplosioni e inseguimenti e tanto gli basta per non convincersene. Sfortunatamente ho dovuto pagare in prima persona per farlo, e non sono poi così ricco”.

Guarda cosa accadde oggi.