Intolleranze alimentari, cosa sono, come riconoscerle e come curarle

Intolleranze alimentari: cosa sono, come scoprirle e come affrontarle

Le intolleranze alimentari possono creare grossi problemi al nostro benessere: impariamo ad individuarle e a nutrirci correttamente.

Quando si parla di effetti collaterali dovuti al consumo di specifici cibi è necessario e doveroso chiarire un punto sul quale molti inciampano: le intolleranze non sono allergie alimentari. In ambito alimentare, si sta sviluppando una grossa confusione che tende a rendere le une sinonimo delle altre. Sono due processi totalmente differenti anche se talvolta possono presentare apparentemente gli stessi sintomi.

Scopriamone di più e capiamo meglio che cos’è un’intolleranza alimentare!

Che cosa sono le intolleranze alimentari

Come dicevamo, bisogna partire da una fondamentale differenza: allergie e intolleranze. Le allergie sono scaturite da un processo che coinvolge il sistema immunitario e può causare reazioni estremamente pericolose. Possono portare allo shock anafilattico e alla successiva morte del soggetto. Vanno monitorate costantemente ed è fondamentale attenersi ad una dieta specifica e rigorosa che escluda qualunque alimento possa provocarci una reazione allergica. Esistono test allergologici molto validi che possono metterci al riparo da eventuali rischi inconsapevoli.

Intolleranze alimentari
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Le intolleranze alimentari invece non provocano conseguenze che mettono a rischio la nostra vista. Non dipendono dal nostro sistema immunitario, ma semplicemente da un processo digestivo più complesso, dovuto alla mancanza di enzimi che ci aiutano a sintetizzare determinati alimenti. I principali fastidiosi sintomi generati dalle intolleranze sono il mal di testa, il gonfiore intestinale, diarrea, nausea e bruciori di stomaco.

È importante specificare anche che nessuna intolleranza alimentare determina sovrappeso, né di lieve né di grossa entità. Molte figure “professionali” improvvisate e non preparate attribuiscono alle intolleranze alimentare la fonte di tutti i mali. Propongono test per le intolleranze e regimi alimentari totalmente privi di fondamento scientifico.

Diagnosi fasulle e test sulle intolleranze

Essendo diventate ormai una moda, le intolleranze alimentari hanno creato mestieri nuovi, esercitati da persone incompetenti che sfruttano l’ondata di business per improvvisarsi esperti di nutrizione. Propongono test di intolleranze senza alcun valore medico scientifico e improvvisano diagnosi prive di fondamento.

I test di intolleranza infatti sono nel 90% dei casi totalmente inaffidabili e prive di riscontro medico. Se si sospetta un’intolleranza l’unica cosa da fare è rivolgersi ad un professionista serio, ovvero un medico specializzato in nutrizione. A seguito di test cutanei e orali, accompagnato da un dosaggio di anticorpi mirati all’esclusione della presenza di allergie, si possono avanzare delle ipotesi in merito al collegamento tra un determinato alimento e i disturbi che stiamo vivendo.

Esami come il vega test, dei capelli o la biorisonanza sono semplicemente un buon modo per guadagnare denaro senza poter offrire alcuna risposta chiara e sicura. Diffidate quindi dei medici per un giorno e rivolgetevi esclusivamente a chi ha studiato medicina per fornirvi un valido supporto.

Le intolleranze alimentari più note

Le intolleranze più famose e più facilmente riscontrabili sono quelle nei confronti del lattosio e del glutine. Entrambe hanno metodi abbastanza validi per essere diagnosticate ed escluse inizialmente dalla nostra alimentazione.

Pasta al pesto
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• L’intolleranza al lattosio si verifica a causa della mancanza di un enzima: la beta lattasi. Questi enzimi sono detti induttivi perché il nostro corpo li produce solo se siamo soliti consumare lattosio. Se siamo consumatori occasionali di latte o derivati il nostro sistema enzimatico si troverà impreparato ad affrontare la digestione del lattosio, causando disturbi intestinali molto fastidiosi. Seguendo una dieta fornita dal medico in molti casi sarà possibile integrare nuovamente il lattosio nella nostra dieta a piccole dosi, rendendo il nostro corpo in grado di digerire nuovamente i latticini.

L’intolleranza al glutine non ci permette di digerirlo e metabolizzarlo. Questo problema si chiama celiachia. Anche in questo caso il responsabile è un enzima presente nei globuli rossi. In questo caso parleremo dunque di intolleranza congenita, più vicina al processo allergico e talvolta più pericolosa rispetto ad una classica intolleranza. Oltre alla sua maggiore complessità, difficilmente la celiachia è un’intolleranza che può essere guarita con la successiva reintegrazione del glutine nella dieta. Essendo un problema di origine congenita è bene eliminare il glutine dalle nostre abitudini alimentari evitando di assumerlo in futuro.

Ribadiamo quindi ancora una volta: le intolleranze possono essere curate solo da esperti nel settore, in grado nella maggior parte dei casi di integrare il cibo per cui ci dimostriamo sensibili a piccole dosi, fino ad abituare il nostro corpo ad un’alimentazione completa, sana e bilanciata.

Tra i cibi sicuramente meno noti ma che possono provocare intolleranze troviamo le uova, il pesce, la frutta secca, il frumento, la soia e alcune verdure a foglia verde come bieta e spinaci .

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ultimo aggiornamento: 07-06-2019

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