Il Sito Unesco del Monte Etna

L’Etna è un sito che comprende 19,237 ettari disabitati sulla parte più alta del Monte Etna, sulla costa orientale della Sicilia.

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L’Etna è la montagna più alta dell’isola del Mediterraneo nonché uno dei vulcani più attivi del mondo. Le sue eruzioni, infatti, hanno modificato, negli anni, il paesaggio circostante. L’attività eruttiva quasi continua del Monte Etna continua a influenzare la vulcanologia, la geofisica e altre discipline scientifiche della terra. Il vulcano supporta anche importanti ecosistemi terrestri compresi flora e fauna endemiche e la sua attività lo rende un laboratorio naturale per lo studio dei processi ecologici e biologici.

Il Sito Unesco del Monte Etna

Il Monte Etna è entrato a fare parte del patrimonio Unesco nel 2013, in quanto “i crateri, le ceneri, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bove, fanno del monte Etna una destinazione privilegiata e un importante centro di ricerca internazionale con una lunga storia di influenza sulla vulcanologia, la geologia e altre discipline di scienza della terra”.

Il Sito Unesco del Monte Etna comprende l’area del vulcano Etna e l’omonimo Parco Naturale, nato nel 1987. Il parco e il monte possono essere visitati attraverso sentieri naturalistici. L’Etna, inoltre, ha diverse bocche sparse, prodotte dalle eruzioni nei secoli e di facile accesso per i visitatori. L’eccezionale attività vulcanica dell’Etna è stata documentata per almeno 2.700 anni, uno dei periodi più lunghi documentato dalla vulcanologia.

Il Sito comprende anche alcuni tratti di foresta, una serie di rifugi, 50 piccole stazioni di monitoraggio sismico e un osservatorio scientifico. Esiste inoltre una zona cuscinetto per il turismo, con hotel, rifugi, parcheggi, ristoranti, caffè, una funivia, sciovie, punti di informazione. Vengono organizzate escursioni guidate a piedi e a cavallo. La zona non è abitata in modo permanente, è priva di strade e l’accesso ai veicoli è limitato ai fini di gestione del parco e autorizzato solo per attività di ricerca e manutenzione.

Fonte foto copertina: www.unesco.it