Il risultato del botulino in 3D

Una nuova tecnica tridimensionale permette di constatare gli effetti del botulino sul viso e sulle rughe.

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Un team di medici dell’Università della Pennsylvania hanno potuto constatare, attraverso la fotogrammetria tridimensionale, la trasformazione del viso provocata dal botulino. Questo è stato possibile ottenendo una mappa in 3D orientata su vari colori per diversificare le varie caratteristiche del viso, dal punto di vista della tensione muscolare.

“Il colore rosso – si legge in una nota del team guidato da Ivona Percec – indica le zone di maggiore tensione muscolare, mentre le aree blu sono quelle dove questa tensione è minore. Il verde e il giallo, segnalano le zone dove la tensione è minima”.

Il sistema decodifica in modo preciso anche la reale riduzione delle rughe.

In poche parole, questo sistema permetterà chiarire i risultati concreti ottenuti dal botulino.

Giulio Basoccu, docente all’Università di Tor Vergata e responsabile della divisione di Chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva dell’Istituto neurotraumatologico italiano (Ini), ha fatto alcune precisazioni in merito all’uso del botox: “Oggi molti trattamenti ‘spianarughe’ vengono fatti nei centri estetici dalle estetiste. Nulla da dire su questa professione, ma per usare questo farmaco bisogna essere preparati. Bisogna conoscere in maniera approfondita l’anatomia del viso. Ogni piccolissimo muscolo ha una funzione nei movimenti e se si inocula in maniera sbagliata o esagerata, danni se ne possono fare”.

Gli esperti consigliano di rivolgersi solo a chirurghi estetici, di informarsi sulla tipologia del liquido che inietteranno (che non sia di provenienza cinese e che sia un prodotto autorizzato solo per uso estetico). Raccomandano, inoltre, di evitare assolutamente il “fai da te”.

“In ogni caso – ha aggiunto Basoccu – il chirurgo prima di procedere con il trattamento di Botox deve essere certo del buono stato di salute del paziente e monitorare il dopo. In primo luogo la persona dovrebbe stare bene, non accusare patologie, non essere sotto effetto di farmaci come anti-infiammatori, anticoagulanti (anche l’aspirina è controindicata) perché potrebbero crearsi lividi. Ovviamente, le donne non devono trattate in gravidanza o durante l’allattamento ed in più non devono avere avuto in passato reazioni allergiche verso la tossina”.