Il raffreddore nei bambini è molto comune

Più esposti alle infezioni e più lenti a guarire

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Il raffreddore nei bambini è molto comune: è la causa maggiore di assenza da scuola e facile da contrarre per i comportamenti tipici dei piccoli.

Perché i bambini sono più esposti al raffreddore?

Il raffreddore non si contrae a causa di improvvisi colpi di freddo, come si è sempre creduto. L’unica vera causa del raffreddore è l’attacco nei confronti dell’organismo umano di uno dei 100 tipi di rhinovirus esistenti al mondo. Questo virus può essere contratto per via aerea, attraverso l’esposizione a gocce di saliva o di muco diffuse da colpi di tosse o di starnuti di persone ammalate; può venire in contatto con le vie aeree attraverso le mani: soprattutto i bambini tendono a toccare tutto e a portare le mani alla bocca. In questo modo, se toccano oggetti contaminati (fazzoletti di altri bambini, giocattoli che altri bambini hanno portato alla bocca) è molto facile che si infettino.
Per questi motivi è prudente tenere un bambino ammalato a casa, evitando di portarlo all’asilo o al nido, per limitare la possibilità che contagi i suoi compagni.

Il raffreddore nei bambini: come curarlo?

Il raffreddore non può essere curato attraverso i farmaci. Questo è bene tenerlo sempre presente: si tratta di un malanno che deve semplicemente fare il suo corso, e tutto quello che un genitore può fare è alleviarne i sintomi.
Innanzitutto sarà bene convincere il bambino a fare sedute di aerosol con semplice soluzione fisiologica (non ci sono dei veri benefici nell’addizione di medicinali per curare il semplice raffreddore) e insegnargli a soffiare bene il naso.
Unguenti balsamici, soprattutto applicati di notte, aiuteranno il bambino a respirare meglio. Il paracetamolo non andrebbe somministrato a meno che non si manifesti febbre e l’aspirina va evitata fino ai sedici anni.
Gli sciroppi mucolitici sono completamente controindicati sotto i due anni poiché prima di quest’età potrebbero irritare le vie respiratorie e generare crisi d’asma. I pediatri sconsigliano di somministrarli anche ai bambini più grandi, poiché la loro reale efficacia è dubbia.