I nuovi limiti della fecondazione eterologa

5 errori da evitare in palestra

Il ticket solo alle donne più giovani, le over43, che rappresentano il 70% di coloro che vogliono sottoporsi a fecondazione assistita, dovranno pagare la tariffa intera o andare all’estero, come già si faceva.

La denuncia arriva da Cittadinanzattiva, secondo cui, nonostante il divieto di fecondazione con gameti esterni alla coppia sia stato cancellato più di sei mesi fa, il servizio pubblico è praticamente fermo; negli ospedali, fa eccezione Firenze, il trattamento non è ancora iniziato e le donne che hanno un’età superiore ai 43 anni non verranno sottoposte alle pratiche di fecondazione.

Secondo le linee guida della Conferenza delle Regioni, questa è l’età che rappresenta il limite del rimborso della fecondazione eterologa: in pratica chi è più giovane paga il ticket, le altre devono pagare la tariffa piena (fino a 6 mila euro). Solo che in molte Regioni la fecondazione è rifiutata a chi ha oltre 43 anni.

Secondo il quotidiano La Repubblica, la ratio vuole che prima si pensi alle coppie coperte dal ticket: il principio è stato scritto dalla Toscana, ma pure Emilia Romagna e Piemonte hanno seguito l’esempio.
L’unico inconveniente è, come evidenziato dagli esperti, che circa il 70% delle donne che intendono sottoporsi alla fecondazione eterologa appartengono alla categoria delle over43. Il cui futuro sarà quello di rivolgersi ai privati o di andare all’estero.

Di conseguenza, come denuncia Paolo Costantini di Cittadinanzattiva: “La maggioranza delle pazienti saranno escluse dalla sanità pubblica”.
Purtroppo, le cattive notizie, non sembrano finire; infatti, non è nemmeno partita la raccolta di gameti ed è difficile trovare donne disposte a sottoporsi al trattamento ormonale e all’intervento per aiutare chi ha problemi di fertilità. E l’unico trattamento di fecondazione eterologa pubblico, eseguito a Firenze, è stato realizzato grazie al liquido seminale prelevato dall’estero.

Il divieto di fecondazione con gameti esterni alla coppia è stato cancellato sei mesi fa, ma, secondo Cittadinanzattiva, il servizio pubblico è praticamente fermo: negli ospedali, è la denuncia, il trattamento non è ancora iniziato – Firenze è un’eccezione – e non sarà fatto se le donne sono over 43.

Secondo le linee guida della Conferenza delle Regioni, però, quest’età rappresenta il limite del rimborso della prestazione: in pratica chi è più giovane paga il ticket, le altre devono pagare la tariffa piena (fino a 6 mila euro). Solo che in molte Regioni la fecondazione è rifiutata a chi ha oltre 43 anni.
 La ratio, secondo quanto rivelato dal quotidiano La Repubblica, è che prima si voglia pensare alle coppie coperte dal ticket: il principio è stato scritto dalla Toscana, ma pure Emilia Romagna e Piemonte hanno seguito l’esempio.

Tuttavia, gli esperti hanno evidenziato che circa il 70% delle donne che intendono richiedere la fecondazione eterologa appartengono alla categoria delle over 43. Il cui futuro è quindi rivolgersi ai privati (o andare all’estero), come ha denunciato Paolo Costantini di Cittadinanzattiva, secondo cui «la maggioranza delle pazienti saranno escluse dalla sanità pubblica».

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ultimo aggiornamento: 22-10-2014

Emanuela Bertolone

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