Gonfiore al piercing al trago

Piccole attenzioni per contrastare l’insorgere di fastidiose infezioni

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Gonfiore al piercing al trago: è una condizione piuttosto comune ma non va sottovalutata.

I problemi più comuni del piercing al trago

Forare la cartilagine dell’orecchio è poco doloroso, rapido da fare e in genere poco costoso. A fronte di tutti questi vantaggi rispetto a piercing in altri punti del corpo, i fori praticati sull’orecchio guariscono molto più lentamente degli altri, a causa della scarsità di vasi sanguigni in quella zona e quindi a causa della lentezza con cui le piastrine giungono a rimarginare la ferita.
Per evitare di contrarre infezioni al momento stesso dell’esecuzione del piercing si dovrebbe chiedere al proprio piercer di praticare il foro con un ago sterilizzato e mai con una pistola foratrice. Questo perché una pistola è composta in gran parte di plastica, praticamente impossibile da rendere sterile. L’acciaio chirurgico di un ago invece è il materiale più consono per essere sottoposto a disinfezioni profonde ed efficaci al massimo.

Gonfiore al piercing al trago: come guarirlo

Si possono verificare per questo motivo diversi problemi, il più comune dei quali è un gonfiore diffuso intorno al gioiello e un diffuso arrossamento. Si tratta in questo caso di un’infezione non particolarmente grave che potrà essere sgonfiata con poche applicazioni di pomata cortisonica, disinfettante e cicatrizzante.
Nei casi più gravi dalla ferita mai rimarginata escono piccole quantità di siero, di sangue o di pus. In questi casi è opportuno procedere a una pulizia accurata e all’applicazione di pomate cortisoniche che aiutino a debellare l’infezione.
Da tenere presente che l’acqua ossigenata, per quanto efficace su abrasioni profonde ed estese, è troppo aggressiva per questo genere di ferite così minute e quindi i professionisti sconsigliano di usarla: più sicura ed efficace è la soluzione fisiologica (acqua e sale) che si vende in farmacia.

Fonte immagine di copertina: Pinterest