Dopo lo scandalo in Toscana e Liguria, ribadita la legge che tutela l’allattamento al seno

Alta l’attenzione in merito all’allattamento al seno. Dopo il caso dei 12 arresti di pediatri in Toscana e Liguria si ribadisce l’importanza di questo momento per il neonato: dalla prevenzione delle neoplasie e dell’osteoporosi fino alla formazione della flora batterica.

Sostituire il latte materno con quello artificiale (se non strettamente necessario) può creare un danno alla salute del neonato e della mamma. L’allattamento al seno infatti previene la formazione di alcune neoplasie, dell’osteoporosi a crea in aiuto importante nella formazione della flora batterica.

Questi risultati sono stati ottenuti alcuni anni fa ma sono ritornati propotentemente alla ribalta delle cronache a seguito dell’operazione condotta dai Nas di Livorno al termine della quale sono stati arrestati di 12 pediatri tra Toscana e Liguria che avevano prescritto latte artificiale al posto dell’allattamento al seno, senza validi motivi). In questo momento la magistratura sta valutando se confermare le accuse, «il riconoscimento del danno biologico al neonato e alla mamma e di quello patrimoniale a entrambi i genitori».

Un’operazione che coinvolge la Regione in cui 43 anni fa fu aperta la prima banca del latte umano, (nell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze) e che ancora oggi vanta il più alto numero di aiuti destinati alle mamme che hanno difficoltà ad allattare il proprio bambino.

Forse non tutti ricordano che dal 1981 il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno (voluto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unicef) vieta categoricamente che venga prescritto latte artificiale alla dimissione dopo il parto. Anzi:

“al momento della dimissione non devono essere forniti in omaggio prodotti o materiale in grado di interferire in qualunque modo con l’allattamento al seno. Eventuali donazioni di materiali e attrezzature, da parte di aziende produttrici a strutture sanitarie non debbano essere in alcun modo legate alla prescrizione di sostituti”.

Un altro decreto (numero 82 del 2009) emesso dal ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche Sociali, dice che prescrivere il latte artificiale quando mamma e bimbo lasciano l’ospedale è reato.

“Chiunque commercializza alimenti di proseguimento con ingredienti alimentari la cui idoneità alla particolare alimentazione dei lattanti dopo il compimento del sesto mese non è confermata da pareri scientifici di organismi riconosciuti a livello nazionale e internazionale, è soggetto al pagamento di una sanzione pecuniaria da dodicimila euro a settantaduesima euro”.

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ultimo aggiornamento: 05-12-2014

Emanuela Bertolone

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