I disturbi alimentari possono comparire già nei primi anni di età. Un’associazione è nata per fronteggiare questo problema.

I disturbi alimentari come l’anoressia, l’obesità e l’iperfagia si riscontrano normalmente in età adolescenziale. In realtà questi sintomi possono nascere anche in bambini molto piccoli in cui sono più difficili da individualizzare. Per venire incontro a questo problema è nata l’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori, una onlus costituita da professionisti, tra i quali psicologi e psicoterapeuti, che si adopera nel promuovere iniziative rivolte alla cura e alla prevenzione di disturbi alimentari nei bambini.

 Come spiega la dottoressa Pamela Pace, Presidente dell’Associazione, nell’infanzia è molto frequente trovarsi di fronte a situazioni di disagio alimentare più che veri e propri disturbi, in cui il neonato esprime un proprio malessere attraverso un comportamento alimentare alterato. I cosiddetti capricci a tavola sono dei messaggi di disagio che il neonato veicola utilizando il cibo come linguaggio. I disturbi alimentari invece, sono più marcati, durano di più nel tempo e sono caratterizzati da una maggiore rigidità.

Disturbi Alimentari: Presenti anche nei Bambini Piccoli
Disturbi Alimentari: Presenti anche nei Bambini Piccoli

I genitori possono riconoscere se si tratta di atteggiamenti transitori, relativi ad un periodo di maggior stanchezza fisica e psichica del figlio, dovuta ad esempio a piccoli traumi come l’inserimento al nido, la nascita di un fratellino, la separazione dalla mamma o un trasloco.  La crescita implica fin dall’inizio per il bambino, il dover affrontare dei compiti evolutivi che a volte sono dolorosi e faticosi. Come ad esempio allo svezzamento. Un breve periodo di inappetenza durante l’introduzione delle pappe o dopo un influenza è fisiologico e non deve spaventare. Dove invece esiste un problema più serio, il bambino mostra un rifiuto più drastico verso il cibo, o viceversa, una voracità che lo spinge a riempirsi continuamente la bocca.

In questi casi conviene sempre rivolgersi al pediatra che è la figura di riferimento per  intuire la serietà del disordine alimentare. Infatti il pediatra conosce il bambino e la sua famiglia fin dalla nascita e quindi può, dopo un’indagine medica, escludere eventuali cause organiche, ed eventualmente indirizzare i genitori verso specialisti in grado di accertare possibili disagi di natura psicologica del bambino alla base del disordine alimentare.


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