Cosa è successo davvero quella sera del 6 marzo 2013, a Siena? David Rossi si è gettato dalla finestra o è stato ucciso? Il caso è diventato un vero rompicapo…

Intorno alla morte di David Rossi, manager del Monte dei Paschi, c’è una cornice di mistero che sembra non dissolversi. Un volo di 15 metri, poi la fine. Fu davvero un gesto estremo? Il tribunale di Siena ha archiviato per due volte per suicidio, ma la famiglia non si è mai arresa a questo esito d’inchiesta. In un video la possibile chiave della svolta, tra nuove piste investigative e clamorosi dettagli.

Chi era David Rossi?

David Rossi era a capo dell’Area comunicazione del Monte dei Paschi di Siena dal 2006. Nato e cresciuto nella stessa città in cui ha avviato la sua carriera, per anni è stato collaboratore dell’ex presidente di MPS, Giuseppe Mussari.

Rossi era originario della contrada della Lupa, giornalista, e viveva con sua moglie, Antonella Tognazzi e la figlia di lei, Carolina Orlandi (nata da una precedente relazione). Proprio quest’ultima, dopo la morte del patrigno, gli ha dedicato un libro dal titolo Se tu potessi vedermi ora, ed è una delle voci avverse all’ipotesi del suicidio. In copertina un quadro dipinto da David Rossi 22 anni prima del tragico epilogo…

La morte di David Rossi

È la sera del 6 marzo 2013, e una delle telecamere di vicolo Monte Pio, a Siena, riprende una sequenza shock. Un uomo cade da una finestra al terzo piano di un edificio, la faccia rivolta verso il muro. Lui è David Rossi, manager del Monte dei Paschi che muore proprio quando intorno alla banca si sta abbattendo un sisma giudiziario di vaste proporzioni (che vede indagati per reati finanziari alcuni ex vertici, tra cui Giuseppe Mussari).

Rossi, che ha lavorato al fianco di quest’ultimo per molto tempo, non viene iscritto nel registro notizie di reato ma, due settimane prima del presunto suicidio, viene sottoposto a perquisizione dalla GdF. Ai microfoni de Le Iene, la vedova del manager ricalca la preoccupazione di David Rossi: “Non capiva il motivo della perquisizione“.

Gli inquirenti stanno cercando di tracciare il perimetro dell’operazione di acquisto di Banca Antonveneta da parte del MPS, che avrebbe prodotto perdite notevoli mascherate da alcuni escamotage finanziari. Un vero e proprio disastro su cui la Guardia di Finanza ha acceso i riflettori.

David Rossi avrebbe deciso di farla finita, secondo le carte delle due inchieste precedentemente archiviate per suicidio, proprio a causa di un pressing investigativo per lui insostenibile.

La verità cristallizzata dal tribunale di Siena è in piena antitesi con quanto ribadito dalla famiglia di David Rossi: “Non si sarebbe mai tolto la vita“.
Se David Rossi si fosse lasciato andare volontariamente, il suo corpo avrebbe dovuto compiere una rotazione che non è mai avvenuta, come ha sempre sostenuto il consulente della famiglia.

David Rossi: il mistero dell’orologio

Una telecamera posizionata in vicolo Monte Pio, nel retro della sede della banca, riprende gli istanti della caduta di Rossi. La richiesta di riapertura dell’inchiesta, per cui la famiglia si è sempre spesa, segue l’impulso di alcune incongruenze rilevate dal consulente della famiglia. Si tratterebbe di dettagli contrastanti con la dinamica di un gesto estremo di natura volontaria.

Ci sarebbero elementi che puntano a uno scenario diverso, e ancora più inquietante: l’omicidio. L’uomo precipita per 15 metri in posizione verticale, il volto verso il muro. Sul corpo, secondo la perizia di parte, sarebbero presenti segni incompatibili con gli effetti di una caduta, tantomeno volontaria.

Si parla di ecchimosi alle braccia da verosimile colluttazione, di una ferita alla testa che potrebbe richiamare un colpo con oggetto contundente e di alcuni biglietti d’addio repertati nell’ufficio che, a detta dei consulenti dei Rossi, potrebbero essere stati scritti sotto coercizione.

C’è poi il giallo dell’orologio. Le lancette segnano le ore 20, mentre il manager è caduto circa 20 minuti prima. Sarebbe stato lanciato dalla stessa finestra quando Rossi era già a terra, come dimostrerebbe un frame del video agli atti dell’inchiesta. Luca Scarselli, consulente informatico dei familiari della vittima, ha infatti evidenziato un oggetto precipitare 20 minuti dopo la caduta di Rossi.

Il lato della cassa dell’orologio che ha impattato al suolo è opposto a quello che avrebbe dovuto riportare l’ammaccatura se Rossi lo avesse indossato. Qualcuno era nella stanza e lo ha gettato dopo aver ucciso (o indotto al suicidio) il responsabile MPS? Difficile ricostruirlo, perché molti reperti non sono stati acquisiti e altri sono definitivamente perduti (come 7 fazzoletti sporchi di sangue trovati nell’ufficio, distrutti prima dell’archiviazione per ordine del magistrato senza essere analizzati).

Chi ha visto David Rossi a terra?

Il video della caduta non ha mai convinto del tutto la famiglia. Compaiono almeno due persone, mai identificate in sede d’indagine, che secondo la perizia di parte non possono non aver visto il corpo steso a terra.

22 minuti di agonia al suolo, il decesso e diversi altri minuti prima che parta la telefonata ai soccorsi (ormai inutile) fatta dal collega Bernardo Mingrone. Quest’ultimo arriva davanti al corpo esanime insieme a Giancarlo Filippone, capo della segreteria di David Rossi e suo amico.

Prima del loro arrivo sulla scena, però, due misteriose figure si avvicendano all’imbocco di vicolo Monte Pio. Nessuna di loro è stata identificata. Nessuna ha chiamato un’ambulanza. La prima entra in scena alle 20:11, è al telefono. Pochi minuti dopo, un altro ignoto appare all’inizio del vicolo. Un ingresso, questo, che secondo il consulente di parte Luca Scarselli “dura circa mezzo secondo, e non si vede l’uscita“.

Si tratta di una clamorosa ‘anomalia’ che indurrebbe verso una scottante ipotesi: la presunta manomissione del filmato con “un intervento di eliminazione sul video“.

Nel febbraio 2019, il caso è tornato nella trasmissione Quarto Grado. Secondo quanto riportato, la Procura di Siena avrebbe ripreso a indagare sulla base di una torbida pista. Si tratta di presunti festini a luci rosse che vedrebbero coinvolti alcuni magistrati e volti di punta del Monte dei Paschi. Fatti tutti da verificare ma che creano una certa suggestione: se reali, potrebbero avere un legame, seppur collaterale, con l’intera vicenda?

Nel marzo del 2021 viene istituita una commissione parlamentare sul caso, con presidente Pierantonio Zanettin, dopo un’inchiesta de Le Iene, che ha dedicato anche una puntata speciale sul caso. Nel settembre dello stesso anno egli parla così: “Ci sono elementi che hanno portato alla tesi del suicidio che ci lasciano perplessi, non ci convincono del tutto, chiederemo una nuova perizia tecnica e anche un accertamento sui tabulati telefonici. Sicuramente ci sono delle lacune gravi nella prima inchiesta, la seconda ha scontato il fatto che è stata svolta a distanza di anni. Nella prima inchiesta ci sono aspetti di superficialità che lasciano perplessi“. Le Iene nell’ottobre 2021 sono tornati a occuparsi del caso, in particolare con Antonino Monteleone, che ha scritto anche un libro sul caso.

Le Iene

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ultimo aggiornamento: 12-10-2021


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