Il rapporto tra Covid e vitamina D fa discutere gli esperti: secondo uno studio italiano, la sua assunzione potrebbe favorire la lotta contro il Coronavirus.

La vitamina D può aiutare a contrastare il Coronavirus? Se lo chiedono gli esperti e il dibattito è aperto ormai da mesi. Si tratta di un argomento che divide il mondo della medicina. Di certo non si può parlare di ‘cura miracolosa’. Tuttavia, è altrettanto vero che diversi studi sembrano avvalorare la tesi che l’assuzione di vitamina D possa servire a ridurre il rischio di complicazioni dopo la contrazione della malattia da Covid. E anche per questo nel Regno Unito è stato scelto di distribuirla gratis alle fasce più esposte della popolazione. Ma servirà davvero?

La vitamina D riduce la mortalita da Covid?

Secondo uno studio italiano coordinato dal professor Giancarlo Isaia dell’università di Torino, la maggior esposizione ai raggi UV avrebbe effetto benefico sulla diffusione del Coronavirus e sulle sue manifestazioni cliniche. Evidenze scientifiche dimostrerebbero infatti che la radiazione UV sarebbe in grado di neutralizzare direttamente il virus.

Vitamina D
Vitamina D

D’altronde, è noto che la vitamina D sia in grado anche di rafforzare il sistema immunitario e di proteggere dalle infezioni respiratorie. Da qui anche l’effetto benefico sulle persone a rischio.

Secondo una ricerca pubblicata dalla rivista Plos One nei mesi scorsi, infatti, sarebbe stato anche dimostrato che la carenza di vitamina D aumenta il rischio di contrarre l’infezione da Covid-19 addirittura del doppio.

Vitamina D contro il Coronavirus: quali sono i rischi

Nonostante questi studi, sono tante le voci che fin dagli scorsi mesi si sono schierate contro la somministrazione quasi incondizionata dell’ormone. Tra queste anche quella di Luca Richeldi, membro del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Sanità, che al Corriere della Sera ha dichiarato: “La vitamina D va integrata quando è carente, ma non ha a che fare con il Coronavirus. Ovviamente una persona che ha carenza di questa vitamina ha un sistema immunitario non efficiente, ma non c’è alcun collegamento. Bisogna stare attenti, anche perché abusandone si rischia l’insufficienza renale“.

Tampone per Coronavirus
Tampone per Coronavirus

Dello stesso avviso anche Filippo Drago, direttore dell’Unità di Farmacologia clinica al Policlinico di Catania: “La vitamina D, così come altre sostanze, può contribuire a rafforzare le difese immunitarie, se assunta con continuità, ma certamente non previene l’infezione da Sars-Cov-2. Solo un vaccino potrebbe difenderci dal coronavirus“.

Vitamina D e Covid: il caso dell’Inghilterra

Nel dubbio, il governo inglese ha però deciso di agire concretamente e di favorire l’assunzione di vitamina D alle categorie più a rischio, come già fatto anche dalla Scozia. Per quattro mesi verranno somministrati a oltre 2 milioni di cittadini dosi di vitamina D, secondo le linee guida stabilite dal National Institute for Health and Care Excellence e dalla Public Health England.

In attesa del vaccino, saranno così rafforzate le difese immunitarie di anziani, obesi e persone dell’etnia nera, ovvero fasce di popolazione che hanno subito il maggior numero di perdite in Inghilterra o che ha manifestato carenza di vitamina D (una carenza alla quale si può rimediare anche con rimedi casalinghi). Secondo il governo britannico si tratta di un’operazione “a basso costo, a rischio zero e potenzialmente altamente efficace“. Vedremo che risultati porterà sul lungo periodo.

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ultimo aggiornamento: 18-11-2020


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