La si usa molto nell’ambito della ristorazione ed è francese: cosa significa la parola mise en place? Scopriamo di più!

Quando siamo in un ristorante, magari di alto profilo, potremmo sentire la parola “mise ne place”. Infatti ha molto a che fare con la presentazione del tavolo in cui si mangia. Ma cosa vuol dire nello specifico?

La traduzione di mise en place è, letteralmente, “messa sul posto“. Cioè si usa questa parola quando si deve allestire la tavola, in un ristorante appunto, in un modo a diverso a seconda del servizio che è richiesto in quella determinata occasione. Lo si usa nell’ambito della ristorazione, come si può intuire.

  • Origine: dal francese.
  • Dove viene usata: nell’ambito della ristorazione.
  • Lingua: francese.
  • Diffusione: globale.

L’origine della mise en place

Questa parola, che si pronuncia “mis an plas”, è stata presa appunto dalla lingua francese, e deriva dal galateo, e cioè tutto quell’insieme di regole che vengono adottate per rispetto delle buone maniere. L’origine del galateo è nel XVI secolo, in cui viene scritto il primo trattato sull’argomento dal vescovo Giovanni Della Casa, il Galateo overo de’ costumi.

Mise En Place
Fonte immagini: https://pixabay.com/it/photos/ristorante-vino-occhiali-servito-449952/

La mise en place fa parte di questi precetti, e ha una sua versione di base da rispettare: tovagliolo o sottopiatto al centro; una oppure due forchette o grandi o da tavola a sinistra; un coltello o grande o da tavola a destra; bicchiere da acqua accanto alla punta del coltello; e piatto da pane accanto alla punta della forchetta.

Mise en place alla francese: come funzionava in origine?

Apparecchiare la tavola in francese abbiamo capito ormai che si dice mise en place. Ma come si fa la mise en place alla francese? Il tratto distintivo di questo modo di fare è che le forchette e i cucchiai sono generalmente rivolti a faccia in giù rispetto al tavolo. I rebbi della forchetta a faccia in giù sono un segno, secondo la grandeur francese, di ricchezza, perché chi apparecchia a faccia in su ha paura di rovinare il tovagliolo, secondo la tradizione, quindi questo è segno di povertà.

Inoltre questo modo faceva anche risaltare lo stemma nobiliare, che era inciso sul retro dell’impugnatura dei cucchiai e delle forchette. Oggi non è più così, ma il servizio di mise en place prevede sempre l’intervento del cameriere che porge i piatti a chi mangia, e quest’ultimo si serve da solo. E infine è previsto sempre l’uso di un carrello dove vengono mostrate in un primo momento tutte le vivande ai commensali.

Esempi d’uso e casi particolari

Spesso si sente questo termine a seconda del menu del pranzo a della cena, e anche a seconda dei vini scelti. Ad esempio:

Gradite un menu specifico? Allora prepareremo una mise en place appropriata“.

Infatti la mise en place è personalizzabile a seconda del menu previsto, o a seconda se gli ospiti di un ristorante fanno delle ordinazioni particolari. La base è sempre quella, ma ci possono essere delle variazioni molto diverse tra di loro.

Fonte immagini: https://pixabay.com/it/photos/ristorante-vino-occhiali-servito-449952/

Scopri le regole da seguire in caso di contatti stretti con persone positive al Covid 19

TAG:
cosa significa

ultimo aggiornamento: 04-08-2019


Alla scoperta di Whittier, la città in cui vivono tutti nello stesso palazzo!

Le città più belle dell’India: viaggio nella terra del mistero