Cosa significa Macramè? L’arte araba e poi ligure del pizzo fatto di nodi

Un’arte tessile che sta lentamente scomparendo

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Cosa significa Macramè? In arabo “fazzoletto con frange”, ma il termine è passato a designare tutti i tipi di guarnizione per tessuti formata da fili intrecciati.

Una tecnica antichissima approdata in Italia grazie ai commerci marittimi

La tecnica del macramè è antichissima e, come detto, di origine araba. Secondo una teoria il mondo occidentale entrò in possesso dei primi esemplari realizzati con questa tecnica grazie al bottino che i crociati portarono in patria di ritorno dalle crociate. Le donne italiane avrebbero quindi imparato – e in alcuni casi migliorato – la tecnica originale.

Secondo un’altra teoria probabilmente più veritiera il macramè arrivò in Italia grazie ai marinai liguri che l’importarono dall’Africa e lo introdussero gradualmente nei circuiti commerciali del Medioevo.

Cosa significa Macramè oggi: un sapere tradizionale a rischio

Dal momento in cui i marinai fecero sì che il Macramè passasse il mare questa tecnica si radicò profondamente nella cultura artigianale italiana, tanto che tra il XVI e il XVII secolo in moltissimi conventi e monasteri italiani si eseguiva il macramè ma la Liguria rimase il principale centro di produzione italiano di macramè. In particolare visse e operò a Chiavari la prima, grande e riconosciutissima maestra di quest’arte, di cui ancora oggi si tramanda il nome: Maria Picchetti. 

Tra i principali esportatori dei merletti in macramé liguri va sicuramente citato Giuseppe Perazzo che nel 1860 rivendeva a Costantinopoli macramè di produzione chiavarese.

La caratteristica che rende estremamente prezioso e allo stesso tempo pericolosamente esposto all’estinzione è la totale irriproducibilità industriale del macramè. Questa tecnica infatti può essere appresa, eseguita e tramandata soltanto da mani umane. Nell’epoca della pressoché totale industrializzazione della produzione tessile questo innalza moltissimo i prezzi di queste piccole opere d’arte tessile e, di fatto, ne limita moltissimo i volumi di vendita.

Esiste una sola famiglia oggi, nel paese di Lorsica, che confeziona a mano la stoffa tradizionale in lino con lunghe frange da intrecciare con la tecnica del macramè.