Il sesto senso esiste e la scienza ci spiega perché lo possediamo

Il sesto senso è patrimonio di tutti gli uomini: non è un superpotere, ma un aspetto un po’ meno conosciuto della nostra mente.

Girano intorno a questo misterioso concetto centinaia di leggende metropolitane. Chi crede di leggere nel futuro, chi sostiene di percepire cosa pensano gli altri, chi addirittura vuole convincerci di parlare con le persone passate ormai a miglior vita. Nulla di vero purtroppo. Il sesto senso esiste, molti studi scientifici lo dimostrano, ma la magia e l’esoterismo non c’entrano proprio nulla.

Gli eventi soprannaturali affascinano l’uomo, è innegabile, ma possiamo comunque accontentarci di una tanto banale quanto veritiera spiegazione scientifica. Possiamo anche chiamarlo con il suo sinonimo meno mistico e magico: il buon vecchio ed intramontabile intuito.

Ma di cosa si tratta quindi? Se non parliamo di menti superiori e letture della mente, con che cosa abbiamo a che fare quando ci troviamo di fronte a palesi “intuizioni premonitorie”? La dottrina scientifica ci fornisce valide teorie comprovate da studi, ricerche e dimostrazioni in campo anatomico. Andiamo a vedere quali sono le più note.

Sesto senso
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Cos’è il sesto senso

Lo studio più interessante ed autorevole arriva da Parigi e dimostra come il nostro cervello sia capace di percepire il pericolo nei momenti di difficoltà. È sufficiente infatti una frazione di secondo per percepire un pericolo, grazie al quale riceviamo un immediato input per reagire. Apparentemente ci sembrerà di aver immaginato il pericolo senza che questo si palesasse, ma nella realtà, il nostro cervello è stato semplicemente più veloce della nostra percezione razionale.

Per capire di quale processo stiamo parlando possiamo fare l’esempio della goccia nell’occhio. Vi è mai capitato di fare una passeggiata fuori, di passare sotto un vaso appena annaffiato su un balcone e di chiudere l’occhio appena un decimo di secondo prima che una di queste gocce lo centrasse in pieno? Ecco la spiegazione. Non è premonizione, ma istinto di sopravvivenza di fronte alle fonti di pericolo, un residuo evolutivo che fa reagire il nostro corpo e la nostra mente in tempi non razionalmente quantificabili.

Un’altra comprovata teoria statunitense correla il sesto senso alla proteina Piezo2, in grado di far percepire al nostro cervello sia il nostro corpo sia i suoi movimenti nello spazio circostante.

Questa particolare proteina ci permette di poter toccare un arto con l’altro arto a colpo sicuro, ad occhi bendati. Proviamo ad allargare le braccia, a chiudere gli occhi e a toccare con una delle due mani l’altra, che invece resterà immobile: molto difficilmente il tentativo fallirà. Da qui nasce l’illusione di avere a che fare con un sesto senso inspiegabile quando il nostro senso dell’orientamento ci indica una strada apparentemente mai esplorata (ma probabilmente presente in qualche angolo della nostra memoria) o quando in un episodio di sonnambulismo, attraversiamo tutta la casa ad occhi chiusi senza urtare nulla.

Il sesto senso nelle donne

Camicia
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Che le donne abbiano un sesto senso più sviluppato è cosa nota. Ma non certo perché possiedono poteri sovrannaturali. La spiegazione è semplicemente una questione anatomica.

Molti studi scientifici affermano che il sesto senso sia collocato tra i due emisferi del cervello, mettendoli in comunicazione tra loro. Questa particolare collocazione si chiama corpo calloso. Molte dimostrazioni anatomiche hanno evidenziato che lo spessore del corpo calloso femminile fosse nettamente più sviluppato di quello maschile, perché maggiormente sollecitato dalla produzione di estrogeni.

Il sesto senso nei bambini

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E perché i bambini hanno così tanto intuito? In fondo hanno molto meno bagaglio esperienziale, un cervello non totalmente sviluppato, ancora in fase di crescita e una conoscenza del mondo esterno limitatissima. Quindi? Qui stiamo parlando di magia? Assolutamente no.

I bambini non possiedono una capacità oratoria capace di soddisfare le loro richieste e di comprendere le nostre. Loro si affidano nella maggior parte dei casi più alla mimica del nostro volto che al suono delle nostre parole.

Questo significa che un bambino è in grado di percepire il nostro umore senza che glielo si comunichi verbalmente, fortemente abituato a valutare le situazione da ciò che vede e non da ciò che sente. Deduciamo dunque facilmente il fatto che ciò che noi scambiamo per lettura del pensiero di nostro figlio, non è altro che un’attenta valutazione visiva di ciò che sta accadendo davanti ai sui attentissimi occhi.

Lo stesso vale per gli animali, a cui attribuiamo loro un forte sesto senso quando riescono a prevedere un temporale o un terremoto. Anche in questo caso non è premonizione, ma la loro limitata capacità verbale, che li obbliga per questioni di sopravvivenza a concentrarsi maggiormente sui segnali che ricevono dall’esterno.

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ultimo aggiornamento: 13-07-2019

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