Il congedo mestruale arriva in Italia: ecco chi può usufruirne

Tre giorni di riposo dal lavoro durante il ciclo mestruale per tutte le donne che soffrono di dismenorrea: è questa la proposta di legge presentata alla Camera, che potrebbe rendere il congedo mestruale una realtà anche in Italia.


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Il congedo mestruale è una realtà in paesi come Giappone e Indonesia rispettivamente dal 1947 e dal 1948. Nel 2001 è stato adottato anche in Taiwan, nel 2013 in Sud Corea e recentemente nel Regno Unito. Si tratta di una tutela della natività, perché pare che le donne che si riposano durante le mestruazioni abbiano in futuro meno problemi durante il parto.

Per nostra fortuna, anche in Italia presto potrebbero arrivare tre giorni di congedo durante il ciclo mestruale, per tutte le lavoratrici che soffrono di dismenorrea, ovvero di dolori fortissimi ed invalidanti, che comprendono anche emicrania e nausea, oltre ai crampi addominali.

Congedo mestruale in Italia: la proposta di legge

La proposta di legge è stata presentata nei mesi scorsi alla Camera dalle deputate del PD Romina Mura, Maria Iacono, Daniela Sbrollini e Simonetta Rubinato e attualmente è all’esame della commissione lavoro.

congedo mestruale

Se dovesse essere approvata, le donne affette da dismenorrea potranno astenersi dal lavoro per tre giorni al mese, previa presentazione di certificato medico che attesta la presenza della patologia. La certificazione deve essere rinnovata annualmente entro il giorno 31 dicembre e consegnata al datore di lavoro entro il 30 gennaio.

Per i giorni di congedo non verranno detratti soldi dallo stipendio e si godrà di piena contribuzione. Inoltre, il congedo mestruale non può in alcun modo essere assimilato agli altri giorni di malattia o ferie.

Congedo mestruale: chi può usufruirne

Ovviamente, non tutte le donne possono usufruire di questo speciale permesso, ma solo quelle che soffrono di dismenorrea. Una percentuale molto alta secondo le ultime statistiche, circa il 60-90% delle donne in età fertile. Per ottenere il congedo, quindi, è necessario presentare la certificazione medica.