Il congedo per i papà lavoratori per la nascita di un figlio è una conquista piuttosto recente. Come è cambiato negli anni e come funziona adesso?

Il congedo di paternità è un permesso per astenersi dal lavoro concesso dall’INPS ai padri lavoratori dipendenti. Negli anni la durata del congedo di paternità obbligatoria ha subito diverse proroghe ed è stato, dunque, aumentato il numero di giorni liberi per i neo-papà. Con il tempo, un diritto per troppo a lungo ignorato, sta venendo mano a mano riconosciuto. La strada da percorrere è ancora lunga, ma la legislazione si sta muovendo nella giusta direzione.

La possibilità per un padre di trascorrere i primi giorni dopo la nascita del suo bambino in famiglia è fondamentale, soprattutto in situazioni delicate in cui la neo-mamma non ha il supporto da parte di altri parenti.

Vediamo quando è stato introdotto e quali sono le disposizioni attuali previste dall’INPS per il congedo di paternità.

Da quando è in vigore il congedo INPS per la paternità

Il congedo è stato istituito nel 2012 e, tramite la legge n. 92 del 28 giugno 2012 sulla riforma del mercato del lavoro, è stato avviato dapprima in via sperimentale a partire dal 2013.

Papà con in braccio figlia

Inizialmente, grazie a questa legge, il permesso di paternità in Italia consisteva in un solo giorno di congedo obbligatorio, da richiedere entro cinque mesi dalla nascita del bambino. A questo si aggiungevano due giorni facoltativi, in cui i padri avevano la possibilità di assentarsi dal lavoro per sostituire i giorni di congedo obbligatorio previsti per le madri.

Successivamente, con la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016) oltre a prorogare il congedo per i padri, è stato anche aumentato il numero di giorni a disposizione. Nel 2017 i giorni obbligatori sono diventati due e poi, nel 2018, quattro, il congedo di paternità facoltativa, invece, era di un giorno.

Quanti giorni di congedo di paternità sono previsti nel 2020?

Per l’anno 2019 i giorni di permesso sono poi stati aumentati da quattro a cinque, e grazie alla legge di bilancio 2020, da quest’anno ai padri spetta un periodo di congedo obbligatorio di sette giorni. Con l’attuale legge di bilancio il periodo di congedo facoltativo, invece, è stato confermato ad un giorno.

Come funziona il congedo papà

Il periodo di astensione dal lavoro, obbligatorio e facoltativo, può essere richiesto da tutti i padri lavoratori dipendenti. Il permesso è, inoltre, valido anche per le adozioni e le procedure di affido dei minori.

Il permesso per assentarsi dal lavoro deve essere richiesto entro cinque mesi dalla nascita del figlio o dall’adozione.

Padre e figlia

Per quanto riguarda il congedo obbligatorio, il periodo può coincidere con il congedo di maternità o anche essere successivo a quest’ultimo, sempre però non superando il limite dei cinque mesi dalla nascita.

Quello facoltativo, invece, che consiste in un solo giorno, deve essere richiesto in alternativa al congedo della madre lavoratrice. Per questo motivo, nel caso in cui il congedo facoltativo venga richiesto dal padre in contemporanea a quello della madre, dovrà in ogni caso corrispondere alla rinuncia di un giorno di congedo da parte di quest’ultima. Il periodo di congedo, sia obbligatorio che facoltativo, è retribuito al 100%.

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