Come prenotare interruzione volontaria di gravidanza

Quella di abortire è una scelta che nessuna donna spera mai di dover fare nella sua vita, e va ponderata con attenzione.

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La legge italiana consente alle donne l’interruzione volontaria di gravidanza soltanto nei primi 90 giorni di gestazione a partire dall’ultimo giorno di mestruazione, e superato questo periodo solo se il protrarsi della gravidanza potrebbe causare gravi danni per la salute della madre, o in caso di gravi malformazioni del feto. In quest’ultimo caso, si acconsente all’aborto dopo presentazione di un certificato stilato da uno psichiatra che attesti la presenza di pericolo per la salute mentale della madre.

La donna che decide di abortire è tenuta a sostenere un colloquio col proprio medico, che la metterà al corrente dei propri diritti, le proporrà  soluzioni alternative all’aborto e le darà un periodo di riflessione di 7 giorni al termine del quale se la donna è ancora convinta della propria scelta le rilascerà un certificato medico che attesti l’avvenuto colloquio; se per qualche motivo l’aborto dovesse venire considerato ‘urgente’, il medico ne attesterebbe l’urgenza scrivendolo sul certificato stesso per poterlo eseguire immediatamente.

Durante questo periodo, la donna può iniziare a prenotare tramite consultorio l’interruzione di gravidanza, presso una struttura pubblica o privata: alcuni consultori hanno accesso diretto alle liste di prenotazione degli ospedali. Bisogna sapere però che alcuni ospedali accettano solo le richieste di donne passate per il consultorio, e altri quelle di donne che risiedono solo ed esclusivamente nel proprio territorio, ma cercando bene sarà possibile trovare per tutte l’ospedale adatto alle proprie necessità.

In parecchi consultori si può parlare con uno psicologo o con un assistente sociale della decisione di interrompere la gravidanza, ma questa possibilità non è assolutamente imposta dalla legge e quindi è del tutto opzionale e da effettuare su libera scelta da parte della donna che vuole abortire.

Per le minorenni che non vogliono mettere al corrente i genitori della gravidanza e della decisione di abortire, è necessario rivolgersi al consultorio più vicino, parlare con lo psicologo e l’assistente sociale che rilasceranno un certificato da consegnare al giudice tutelare dei minori che darà l’autorizzazione all’interruzione volontaria di gravidanza. In questi casi nessuna persona che opera in queste strutture è tenuta a mettere al corrente dell’aborto i genitori della minore.

Solitamente, l’aborto avviene in regime di day hospital, e la paziente viene dimessa dopo poche ore dall’esecuzione dell’intervento, e viene eseguito secondo il metodo Karman, che consiste nell’aspirazione del contenuto dell’utero con conseguente pulizia delle pareti uterine.