Come non pagare il canone RAI

Tra molte polemiche entra in vigore a Luglio 2016 il Decreto Legge sulla Stabilità che impone in bolletta il pagamento del canone RAI.

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Come non pagare il canone RAI: i parametri per ottenere l’esenzione, le modalità dell’autocertificazione e i limiti di tempo per presentarla all’Agenzia delle Entrate.

Come non pagare il canone RAI: procedimenti legali

La condizione primaria per essere esentati dal pagamento del canone RAI è il non possedere alcun televisore: il canone rai infatti è a tutti gli effetti una tassa di possesso e non un’imposta d’uso. Non servirà quindi oscurare i canali RAI per essere esentati dal pagamento del canone.
Dal Luglio 2016 il canone RAI passerà da 113 a 100 euro annui e, contestualmente, sarà unificato alla bolletta dell’energia elettrica poiché si suppone che chi goda di una fornitura elettrica possegga, di conseguenza, un apparecchio per ricevere radio telecomunicazioni, cioè un televisore.

Dal 2017 l’addebito del canone sarà unificato alla prima bolletta per l’energia elettrica dell’anno. Questo implica che chi ha domiciliato le proprie bollette in banca con riscossione via conto corrente pagherà automaticamente anche l’addebito concernente il canone RAI.

Poco più di un mese per non pagare il canone RAI.

Dal 4 Aprile al 10 Maggio 2016 è possibile chiedere l’esenzione dal pagamento del canone RAI presentando una domanda accompagnata da un documento di riconoscimento all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un’autocertificazione sostitutiva con cui si attesta il possesso dei requisiti minimi per godere dell’esenzione.
Tali requisiti sono: avere un’età pari o superiore a 75 anni e non convivere con soggetti diversi dal proprio coniuge e che godano di reddito proprio, inoltre non si deve godere di un reddito annuo che superi i 6.713, 98 euro; se sposato, non deve possedere un reddito che, assieme a quello del coniuge, superi gli 8000 euro annui.
Non è possibile richiedere l’esenzione se l’ubicazione dell’apparecchio televisivo non corrisponde al luogo di residenza del richiedente.
Negli anni successivi all’approvazione della domanda di esenzione non sarà necessario presentare nuovamente la domanda a patto che le condizioni da essa descritta non cambino.