Cos’è l’okara e come conservare questo misterioso alimento? Scopriamo insieme qualche vegan-tip!

Sull’onda che investe il mondo a proposito di bio, vegan e 100% natural food, arriva direttamente dall’oriente… l’okara. Di cosa si tratta? Di un composto tratto dalla sezione di semi di soia che durante la lavorazione non viene filtrata.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

Il suo colore caratteristico è il giallo paglierino e si riconosce facilmente grazie anche al suo piacevolissimo e stuzzicante odore.

In occidente non è ancora conosciutissima, anzi. Si tratta perlopiù di un composto che viene utilizzato e promulgato nelle ricette vegane e biologiche, ma che sta piano piano prendendo piede anche sulle tavole tradizionali.

Per noi italiani potrebbe essere un’ottima sostituta alle uova, soprattutto per chi non digerisce i dolci a base di uova, appunto, è davvero una manna dal cielo.

Ma come conservarla, una volta comprata o realizzata in casa? Tramite un processo di paziente seccatura. In genere si può tranquillamente utilizzare il forno, porre l’okara in un contenitore con carta forno e lasciarla riposare per circa una notte, dopo aver portato il forno a temperatura e conseguentemente spento.

Si può dividere in tanti barattoli o contenitori, di modo che secchi più facilmente e frullarla perché raggiunga la fine consistenza di zucchero o farina. Facile, no?

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ultimo aggiornamento: 23-11-2015

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