Qual è la differenza tra collegi uninominali e plurinominali? Vediamo cosa sono e perché sono importanti per le elezioni politiche.

Cosa sono i collegi uninominali? E quelli plurinominali? In vista delle prossime elezioni politiche vale la pena dare uno sguardo alla legge elettorale attualmente in vigore. Scopriamo qual è la differenza tra i due collegi e perché è importante saperlo prima di recarsi alle urne.

Collegi uninominali e plurinominali: cosa sono e qual è la differenza

Le elezioni politiche straordinarie si svolgeranno in un’unica giornata, ovvero domenica 25 settembre 2022. Milioni di italiani proveranno a dare fiducia ad uno dei tanti politici che si sono candidati, secondo le modalità previste dalla legge elettorale attualmente in vigore, ovvero il Rosatellum. Questa prevede che i rappresentanti vengano eletti in due modi diversi: uno uninominale e l’altro plurinominale. I collegi uninominali, come suggerisce il nome, sono quelli dove si elegge un solo rappresentante. Quelli plurinominali, invece, prevedono l’elezione di più di una persona.

Per quel che riguarda l’elezione alla Camera, l’Italia è divisa in 28 circoscrizioni elettorali: 14 coincidono con una regione, mentre le altre con una o più provincie regionali più abitate. Per il Senato, invece, le circoscrizioni sono 20, esattamente come la divisione delle regioni. A seconda del numero degli abitanti, ogni regione ottiene un numero variabile di collegi plurinominali, ognuno dei quali indica più collegi uninominali.

Mentre i collegi uninominali vengono assegnati con metodologia maggioritaria, quelli plurinominali seguono il metodo proporzionale. E’ bene sottolineare che il nome di un politico può apparire sia in un collegio uninominale che in più collegi plurinominali, fino ad un massimo di cinque.

Collegio uninominale e plurinominale: come funziona l’elezione?

Se un politico vince l’uninominale viene eletto in quel collegio. Invece, se trionfa in più collegi plurinominali viene eletto dove la lista di appartenenza ha preso la percentuale più bassa dei voti. Tra le regioni italiane, si segnalano solo la Valle d’Aosta che non elegge candidati, né per la Camera né tantomeno per il Senato, per la parte proporzionale e il Trentino-Alto Adige che non elegge senatori al proporzionale.

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Ultimo aggiornamento: 14-09-2022


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