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Chiara Ferragni, arriva la sentenza sul Pandoro Gate: cosa ha deciso il Tribunale

Chiara Ferragni vestita di nero al Stella McCartney SU26 Show

È arrivata la sentenza sul caso Pandoro Gate: Chiara Ferragni a processo per truffa aggravata. Tutti i dettagli sul verdetto del Tribunale di Milano.

È arrivata la sentenza sul caso Pandoro Gate, Chiara Ferragni è stata assolta. L’imprenditrice digitale ha preso parte questa mattina all’udienza finale presso il Tribunale di Milano, dove si è concluso il processo che la vedeva imputata per truffa aggravata, insieme al suo ex collaboratore Fabio Damato e al presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo. L’inchiesta riguardava la promozione dei Pandoro Balocco “Pink Christmas” e delle uova di Pasqua a marchio Dolci Preziosi.

Chiara Ferragni

Chiara Ferragni, la sentenza sul Pandoro Gate: la richiesta del PM

Il procedimento sul Pandoro gate si è svolto a porte chiuse, con rito abbreviato, davanti al giudice Ilio Mannucci Pacini. I pubblici ministeri Eugenio Fusco e Cristian Barilli avevano chiesto per Chiara Ferragni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione senza attenuanti. Identica richiesta per Fabio Damato, mentre per Francesco Cannillo la pena richiesta è stata di un anno.

L’ex moglie di Fedez, che ha sempre dichiarato la propria innocenza, ha mantenuto un atteggiamento sereno durante tutto il procedimento. All’uscita dell’aula dell’ultima udienza prima di Natale, aveva dichiarato: “Ho ascoltato i miei difensori, sono tranquilla e fiduciosa“.

La sua difesa, affidata agli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, ha sostenuto che “non c’è stato alcun dolo” da parte dell’imprenditrice.

Le parti civili e il risarcimento economico

Nel corso del processo sul Pandoro Gate è rimasta come parte civile solo l’associazione Casa del Consumatore. Due consumatori che si erano costituiti parte civile – tra cui una 76enne di Avellino, nota come Adriana – hanno ritirato la querela in cambio di un risarcimento.

Chiara Ferragni ha già definito la questione dal punto di vista amministrativo, versando risarcimenti e donazioni per un totale di 3,4 milioni di euro. Secondo le stime della Guardia di Finanza, l’ingiusto profitto derivante dalla vendita dei pandori e delle uova pasquali nel biennio 2021-2022 ammonterebbe a 2,2 milioni di euro. Con la sentenza emessa oggi, si chiude ufficialmente una delle vicende più discusse degli ultimi anni.

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ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2026 15:37

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