Dalla lingua tagliente, Giuliano Amato ha ricoperto nel corso della propria carriera prestigiose cariche istituzionali. Ecco chi è.

Acume strategico e capacità dialettica hanno reso Giuliano Amato una delle figure più influenti dell’Italia del dopoguerra. Durante la sua illustre carriera, ha ricevuto due volte il mandato come Presidente del Consiglio dei ministri, salvo poi votarsi completamente alla sfera giuridica. Sul suo conto si sono versati fiumi di inchiostro, avendo spesso e volentieri ricoperto un ruolo di attore protagonista negli eventi principali accaduti lungo la nostra penisola. Ripercorriamone la storia, dalla formazione accademica alle prestigiose funzioni svolte negli anni, senza disdegnare un passaggio circa il privato.

Giuliano Amato: la biografia

Giuliano Amato nasce a Torino il 13 maggio 1938, sotto il segno del Toro. Con la famiglia, di origine siciliana, si trasferisce presto in Toscana, dove frequenta il Liceo classico Niccolò Machiavelli di Lucca. Consegue la laurea in Giurisprudenza presso il Collegio Medico-Giuridico di Pisa e, nel 1962, aggiunge un master alla Law School della Columbia University di New York.

Giuliano Amato
Giuliano Amato

Aderisce al Partito Socialista Italiano, prima di entrare nel Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, in dissenso con la decisione del PSI di salire al Governo con Democrazia Cristiana. Una volta scioltasi la PSIUP (nel 1972) torna nel PSI. In tale occasione fa parte del gruppo di intellettuali vicino ad Antonio Giolitti.

Tra gli artefici del Progetto Socialista, denuncia, verso la fine degli anni Settanta, le forme degradanti assunte dal dibattito interno. La dura presa di posizione avviene successivamente allo scoppio del caso Eni-Petromin che comporta la sospensione di Giorgio Mazzanti, allora numero uno dell’ENI. A differenza di Franco Bassanini, tuttavia, non abbandona il PSI, scalandone le posizioni interne fino a occupare, un decennio più avanti, la poltrona di vicesegretario generale.

Per undici anni, dal 1983 al 1994, è deputato accanto a Bettino Craxi, del quale è inizialmente antagonista e quindi consigliere, fino a diventarne il sottosegretario dei due governi. Esercita, oltretutto, la carica di Ministro del tesoro nel biennio 1987-1989. 

Intanto, prosegue la sua produzione dottrinaria di diritto pubblico ed il suo interesse scientifico, avviato dal volume Una Repubblica da riformare (Bologna, 1980). Inoltre, porta avanti l’attività di professore di Diritto costituzionale comparato all’Università La Sapienza di Roma (1975-1997). Peraltro, terrà lezioni all’Università di Modena e Reggio Emilia, di Perugia, di Firenze, all’Istituto Universitario Europeo e alla NYU Law School.

All’indomani delle elezioni del 1992, il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli affida l’incarico di costituire il suo primo Governo. Nel corso del mandato, a fronte della gravosa situazione finanziaria, approva, l’11 luglio 1992, un decreto-legge da 30 mila miliardi di lire, in cui, tra le altre cose, viene deliberato il prelievo forzoso del sei per mille dai conto correnti bancari per un interesse straordinario, ricondotto a una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica.

Nell’autunno dello stesso anno vara una manovra contenente tagli di spesa e incrementi delle imposte, per frenare l’ascesa del deficit pubblico, e la prima riforma delle pensioni. Il 17 settembre decide di far uscire la lira dal Sistema monetario europeo (SME).

Rassegna le dimissioni dal Governo una volta reso pubblico l’esito del referendum in materia elettorale. Con la modifica della legge per il Senato la volontà popolare viene ritenuta come un ripudio del sistema proporzionale a favore di uno maggioritario.

Nominato presidente dell’Antitrust (1994-1997), viene richiamato, come Ministro delle Riforme Istituzionali, dal premier Massimo d’Alema: sostituirà proprio quest’ultimo in seguito alle sue dimissioni.

Oltre alla posizione di senatore dell’Ulivo (2001-2006), è vicepresidente della Convenzione europea, addetta a delineare la nuova architettura istituzionale dell’UE. Alla conclusione delle elezioni del 2006 riceve la nomina a deputato nella circoscrizione Toscana e quella di Ministro dell’interno nel Governo Prodi bis.

Il 2 giugno 2008 annuncia pubblicamente il suo allontanamento definitivo dalla politica. Quand’è il 2009 diventa presidente dell’Istituto Treccani e nel febbraio 2010 maggior consulente in Italia per la Deutsche Bank. Il 21 febbraio 2012 ottiene la carica di presidente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Il 12 settembre 2013 Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, gli conferisce il titolo di giudice costituzionale. Il 16 settembre 2020 Mario Rosario Morelli lo decreta vicepresidente della Corte costituzionale e il 18 dicembre 2020 il neoeletto Giancarlo Coraggio lo conferma. Attualmente è professore della School of Government presso l’Università LUISS di Roma.

Giuliano Amato: la vita privata

Giuliano Amato è sposato dal gennaio 1960 con quella che è ancora oggi sua moglie, Diana Vincenzi, docente di diritto di famiglia all’Università di Roma. Fidanzati dal 1952, hanno avuto nel corso della relazione due figli, Elisa e Lorenzo, rispettivamente avvocato e regista teatrale. Da Elisa hanno avuto cinque nipoti: Giulia, Marco, Simone, Elena e Irene. La coppia risiede a Orbetello, in provincia di Grosseto. Amato non ha alcun profilo sui social network. Secondo un articolo apparso su Il Giornale nell’aprile 2011 riceverebbe una pensione mensile di 31.411 euro lordi.

8 curiosità su Giuliano Amato

– I suoi principali libri e saggi trattano la libertà, le forme di Stato e di Governo, la concorrenza e il diritto dell’economia, la integrazione europea e la cultura politica.

– Nel 2011 ha diretto il Comitato dei Garanti per le celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

Presiede il Comitato Scientifico di Astrid e l’International Advisory Board della fondazione ItalianiEuropei, e fa parte dell’Advisory Board del Center for European Reform di Londra.

– Negli anni Ottanta, il giornalista Eugenio Scalfari gli affibbiò il soprannome Dottor Sottile, con doppio riferimento alle sue capacità politiche e alla gracilità fisica.

– È intervenuto molteplici volte contro l’aborto, scatenando polemiche. Nel 1994 ha proposto una Carta dei diritti del concepito.

– Nel 2012 ha condotto due programmi televisivi su Rai 3: Lezioni dalla crisi e Se una farfalla batte le ali.

– Allora a capo del Consiglio dei ministri, manifestò nel 2000 contrarietà al Gay pride. Durante il “question time” espresse preoccupazione che un ritrovo del genere fosse inopportuno nell’anno del Giubileo e che sarebbe stato meglio tenerlo in un anno diverso.

– Ha contribuito al Concordato del 1984, regolante i rapporti tra lo Stato e la Chiesa: tra le novità principali, l’introduzione dell’ora di religione alle scuole materne e la sostituzione della congrua col meccanismo dell’8 per mille.

ultimo aggiornamento: 12-09-2021


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