Anche se ama poco le luci dei riflettori, Drupi è e rimane un gigante della musica italiana. Andiamo a scoprirlo nella carriera e nel privato.

Nella scala di valori, il successo non è al primo posto per Drupi. Il cantante ha sempre condotto una vita normale e guardato con sospetto la strada facile, mai imboccata lungo la sua pluridecennale carriera. Il sacro fuoco della musica veniva ogni volta prima, anche a costo di realizzare prodotti meno mainstream. E comunque con ottimo seguito, di un pubblico affezionato al suo modo bohémien di concepire l’arte. Ecco, dunque, chi è e quali grandi brani ne hanno segnato la carriera, senza lesinare dettagli sul privato.

Drupi: la biografia

Drupi, al secolo Giampiero Anelli, nasce il 10 agosto 1947, sotto il segno del Leone, a Pavia. Debutta sulla scena discografica con un 45 giri pubblicato per la Ariston Records, contenente le canzoni Plenilunio d’agosto (contenente citazioni da Beethoven) e Che ti costa, come frontman del complesso Le Calamite. Nel 1972 passa poi alla Dischi Ricordi, acquisendo lo pseudonimo con cui è conosciuto oggi: il nome di un folletto che aveva interpretato da bambino in una commedia. Al Festival di Sanremo 1973 porta il brano Vado Via (scritto da Enrico Ricciardi e Luigi Alberti) e, mestamente, si classifica ultimo.

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Drupi
Fonte foto: https://www.instagram.com/drupi_giampiero/

Uscito scottato dall’esperienza, valuta seriamente la possibilità di tornare a fare il suo mestiere di idraulico. Ma l’incontro con Silvano Rossi risulta provvidenziale. La canzone scala le classifiche commerciali, riscuotendo fortuna non solo in Italia, ma soprattutto in Francia. La carriera svolta completamente: una serie di hit lo consacreranno sulla scena europea e nei territori di lingua spagnola.

Singoli quali Rimani, Piccola e fragile (seconda classificata sia al Festivalbar 1974 che a Un disco per l’estate dello stesso anno), Sereno è, Due (vincitore del Festivalbar 1975), Sambariò (in gara al Festival di Sanremo 1976). Poi viene il turno di Bella Bellissima, che riscontra enormi apprezzamenti, Come va e Paese, fra l’altro sigla finale di Domenica In, edizione 1978/79.

Nel 1982 centra il terzo posto a Sanremo con Soli, una buona hit, scritta e incisa insieme ai New Trolls. Dopo due anni arriva Regalami un sorriso: arrangiata da Tony Hyms dei Ph.D. e prodotta da Victorio Pezzolla per la WEA Italiana, viene presentata al Festival di Sanremo 1984 e afferma ulteriormente Drupi.

Nel corso delle successive apparizioni al Festival della canzone italiana, propone Fammi volare (1985), Era bella davvero (1988), Un uomo in più (1992) e Voglio una donna (1995), quest’ultima con la produzione di Toto Cutugno. All’interno del disco Amica mia (1992) trova pure spazio Maledetta musica, composta da Giorgio Faletti. Senza rincorrere la notorietà a ogni costo, prosegue il cammino di artista lontano dalle telecamere, declinando anche numerosi inviti a trasmissioni revival e reality. Intanto, conquista una vasta popolarità nei Paesi dell’Est Europa, dove è tuttora uno dei cantanti più amati.

Lasciata la Fonit Cetra, fonda una propria etichetta discografica, la Proxima Centauri, con cui pubblica gli album seguenti, a cominciare da Bella e strega (1997), in collaborazione con Larry Dunn. Poi, è il tempo di Buone notizie (2004), a tratti autobiografico e scritto per larga parte con la moglie Dorina, voce del brano d’apertura E allora via. Formula confermata per Fuori target (2007), arricchito dal duetto della coppia in E finalmente canto.

Il titolo Fuori target dato all’intero progetto costituisce la risposta ironica ai criteri di selezione delle radio italiane: attraverso l’indipendenza raggiunta, può infatti esprimersi liberamente, senza vincoli dettati da scadenze di mercato o da generi. Nel 2013 lancia Ho sbagliato secolo, il suo primo album doppio, tra inediti e pezzi storici.

Quand’è il 2021 mette sul mercato Fuori target & Friends, il remaster di Fuori target, ampliato dalla speciale aggiunta di 7 featuring tra cover e inediti con alcuni amici, come Stefano Bollani, Dj Gruff, Jim Crespo (ex chitarrista degli Aerosmith e autore di soundtrack hollywoodiani), Alphonso Johnson (bassista di Quincy Jones e Santana) e Ron.

Drupi: la vita privata

Seguibile su Instagram.Drupi ha una relazione con Dorina Dato, iniziata nel lontano 1973 e suggellata dal matrimonio nel 1992. La coppia, residente a Pavia, non avrebbe figli. Il patrimonio non è di pubblico dominio.

Chi è Dorina Dato, la moglie di Drupi

Dorina Dato, nata a Milano nel 1953 (la data esatta è sconosciuta), è a sua volta una musicista. Ha conosciuto Drupi sul palco, in quanto era una delle coriste che lo accompagnavano sia in tournée che in sala prove. Da solista ha inciso nel 1979 i 45 giri Bambino, Mi piacerebbe diventare e Mi accorgo che. Oggi collabora con il marito in sala d’incisione e fuori è attenta a proteggere il privato.

5 curiosità su Drupi

– In Polonia, ha superato Elton John per pubblico in un concerto.

– È l’unico, oltre ai Rolling Stones, ad aver avuto l’onore di esibirsi nella Piazza della Città Vecchia a Praga, in Repubblica Ceca.

– Ha l’hobby della pesca.

– Ha iniziato a suonare spinto dalla passione per i Beatles

– Il Festival rappresentava un “rimedio alla pigrizia”.

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ultimo aggiornamento: 11-10-2021


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