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Tutto su Carlos Raposo, il calciatore che non ha mai giocato: carriera, vita privata e la citazione a Sanremo 2026

calcio pallone

Chi è Carlos Raposo: la storia dell’ex calciatore brasiliano che ha costruito una carriera senza giocare e la citazione a Sanremo 2026 di Dargen D’Amico.

La sua è una delle vicende più incredibili mai raccontate nel mondo dello sport. Carlos Henrique Raposo, conosciuto come “Kaiser“, è passato alla storia per un motivo singolare: essere riuscito a costruire una lunga carriera professionistica senza praticamente mai giocare una partita ufficiale. Nel 2026 il suo nome è stato citato anche al Festival di Sanremo nella canzone “Ai ai” di Dargen D’Amico. Ecco tutto quello che c’è da sapere su di lui.

Chi è Carlos Raposo: biografia e carriera

Carlos Henrique Raposo è nato a Rio Pardo il 2 aprile 1963, sotto il segno zodiacale dell’Ariete, ed è un ex calciatore brasiliano di ruolo attaccante. Fin da ragazzo ha sognato di diventare un professionista e, pur non avendo talento, è riuscito a firmare contratti con importanti squadre grazie alle sue relazioni nel mondo del calcio.

Ha iniziato nelle giovanili del Flamengo. Nel 1978, a sedici anni, ha convinto gli osservatori del Puebla durante un allenamento, firmando un contratto triennale con il club messicano. Al termine delle tre stagioni è stato svincolato senza aver mai esordito.

Nel 1983 ha ottenuto un ingaggio con il Botafogo, ma non è mai stato convocato a causa di un infortunio. Dopo un periodo lontano dai campi, grazie alla mediazione di un ex compagno delle giovanili, ha firmato un biennale con il Flamengo.

Gli amici della stampa brasiliana lo presentarono come il “compagno d’attacco ideale per Bebeto“, ma anche in quel caso concluse la stagione 1985-1986 senza presenze. Fu poi girato all’Ajaccio, dove non venne mai schierato.

Rientrato a Rio de Janeiro, riuscì a ottenere un contratto con il Fluminense dopo aver incontrato il neopresidente Fábio José Egypto da Silva, proponendogli accordi commerciali con un’azienda francese.

Nel 1989 passò al Vasco da Gama per volontà del presidente, ma anche in questa esperienza non trovò spazio. Si ritirò dal calcio giocato nel 1992, continuando però a “giocare” a livello dilettantistico. Nel 2001 firmò un accordo di sei mesi con il Camaquã senza mai scendere in campo.

La sua vicenda ha ispirato nel 2018 il libro “Kaiser” di Marco Patrone, nel 2019 il film “Kaiser! Il più grande truffatore della storia del calcio” e, nel 2025, l’opera teatrale “Una finta dopo l’altra – come ho truffato il giuoco del calcio“.

Vita privata di Carlos Raposo

Della vita privata di Carlos Raposo si sa molto poco. Il noto “Kaiser” ha mantenuto riservata la sfera personale: si sa che nel 1992 si sarebbe sposato, ma non sono noti ulteriori dettagli.

Curiosità su Carlos Raposo

– In Corsica visse uno degli episodi più noti della sua storia. Raccontò così la sua presentazione: “Mi catapultarono in uno stadio che, sebbene piccolo rispetto agli stadi di Rio, era pieno di tifosi come se si dovesse disputare una partita. Pensai che avrei dovuto solo fare una corsetta e salutarli, ma in campo c’erano dei palloni ed ho capito che avrei dovuto palleggiare. Sono diventato nervoso, temevo che dal mio primo allenamento avrebbero capito che non sapevo giocare. Ho iniziato a raccogliere tutti i palloni e a lanciarli ai tifosi. Nel frattempo salutavo e mandavo baci. La folla era impazzita. Alla fine sul campo non c’erano più palloni”.

– Il soprannome “Kaiser“, secondo alcune versioni, è dovuto a una somiglianza con Franz Beckenbauer, mentre secondo l’amico Luis Maerovitch al paragone con la bottiglia della birra Kaiser.

– Nel 2026 viene citato al Festival di Sanremo da Dargen D’Amico. Nella canzone “Ai ai” è presente questo verso: “Prendiamo un giorno di riposo. Dai, trova il modo, Carlos Raposo

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ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2026 16:24

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