Bill Murray è un gigante assoluto della commedia, ma anche tanto, tanto altro. Ripercorriamone la gloriosa carriera e la vita privata.

Principalmente conosciuto per le sue doti d’improvvisazione e i ruoli nelle commedie, Bill Murray è molto più di questo. Nel corso della propria carriera ha saputo vestire i panni anche di personaggi più seri e complessi, senza scendere mai a compromessi in termini di qualità recitativa. Un attore completo, che vi andremo ora a raccontare sia nei successi professionali sia nella sfera privata.

Bill Murray: biografia e carriera

Bill Murray, al secolo William James Murray, nasce il 21 settembre 1950, sotto il segno della Vergine, a Evanston nella contea di Cook dello Stato dell’Illinois. Quinto di nove figli, cresce a Wilmette, da genitori di origine irlandesi. Sin da ragazzino si dimostra brillante, anche se gli insegnanti faticano a gestirlo. Conseguito il diploma presso la Loyola Academy, intraprendi gli studi di medicina alla Regis University di Denver. Presto, però, il college decide di espellerlo, poiché le Forze dell’Ordine gli trovano delle sostanze stupefacenti all’aeroporto. Per mantenersi svolge lavori modesti, tra cui il pizzaiolo per la catena Little Caesar’s.

Bill Murray
Bill Murray

Nel mentre, inizia a calcare il palco da componente dei Second City Chicago, troupe che realizza spettacoli d’improvvisazione. Nello stesso gruppo figura John Belushi, che conosce dalla tarda adolescenza. Quand’è il 1974 il fratello Brian lo inserisce nel format radiofonico comico The National Lampoon Radio Hour. Per via della partnership stretta con Belushi, nel 1977 diventa autore e membro del cast di Saturday Night Live, fino al 1980. Chiamato a sostituire Chevy Chase, conquista i favori del pubblico. L’esordio ufficiale sul grande schermo avviene grazie alla commedia canadese Polpette (1979). Ottenute delle parti in pellicole mediocri, recita in tre successi: Palla da golf, Stripes e Tootsie. Solamente in Stripes interpreta un personaggio di rilievo, accanto al collega e amico Harold Ramis.

Poi stringe un accordo con la Columbia: in cambio del finanziamento de Il filo del rasoio (di cui è il protagonista e ne scrive la sceneggiatura), accetta di girare Ghostbusters – Acchiappafantasmi (1984), ideato e scritto da Dan Aykroyd. Il ruolo affidato in questa seconda pellicola è quello fortunato di Peter Venkman, un sarcastico e stravagante dottore in parapsicologia. Il titolo si rivela il più grande successo al box office su scala mondiale, diventando una delle commedie USA più iconiche degli Anni Ottanta. Le straordinarie doti di improvvisazione valgono a Bill Murray una nomination ai Golden Globe.

Non completamente pago, prende una pausa di quattro anni da Hollywood. Tale periodo lo sfrutta per frequentare il Cinematique e dei corsi universitari alla Sorbonne. Nel 1988 torna nell’industria del cinema con la commedia fantasy S.O.S. fantasmi, rivisitazione in chiave contemporanea del celebre racconto di Charles Dickens. Nell’immediato prosieguo appare in Ghostbusters II.

Lungo i Nineties conferma il talento comico in opere quali Scappiamo col malloppo, Tutte le manie di Bob e Ricomincio da capo. Dopo lo sfortunato Lo sbirro, il boss e la bionda, concatena una sfilza di ottime prove in Ed Wood, Kingpin e Sex Crimes. Quand’è il 1998 ricopre una parte più seria in Rushmore, primo film con uno dei registi in grado di valorizzarlo maggiormente, Wes Anderson. I due lavoreranno ne I Tetenbaum, Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Il Treno per il Darjeeling, Moonrise Kingdom, Grand Budapest Hotel e French Dispatch.

Le qualità nel drammatico emergono alla massima potenza nel drammatico Lost in Translation (2003), per cui conquista il Golden Globe e riceve la candidatura all’Oscar. Quand’è il 2012 presta il volto a Roosevelt in A Royal Weekend e, due anni più avanti, George Clooney lo dirige in Monuments Men. Intanto, partecipa alla premiata miniserie Olive Kitteridge e St. Vincent, che gli frutta un’ulteriore nomination al Golden Globe. Nel 2020 rindossa i panni di Peter Venkman in Ghostbusters: Legacy, il vero sequel dei primi due capitoli del fortunato franchise, diretto da Jason Reitman.

Bill Murray: la vita privata

Bill Murray si è sposato in due occasioni. La prima volta con Mickey Kelley, il 24 gennaio 1981, dalla quale ha avuto due figli: Homer (1982) e (Luke 1985). Il 4 luglio 1997 ha portato all’altare la costumista Jennifer Butler, che lo ha reso papà di altri quattro figli: Jackson (1993), Cal (1995), Cooper (1997) e Lincoln (2001).

Nel 2008 la Butler chiede il divorzio, accusando l’uomo di violenza domestica, infedeltà, dipendenza dal sesso, alcol e marijuana; in conformità con l’accordo sottoscritto, i figli rimangono con la madre. Attualmente la star di Hollywood appare single. Con un patrimonio di 180 milioni di dollari (dati aggiornati a marzo 2021), possiede tenute a Los Angeles, Rancho Santa Fe, Marta’s Vineyard e Palisades, ma la sua residenza principale è sita a Charleston, nel South Carolina. Non ha nessun account sui social.

15 curiosità su Bill Murray

– Da bambino adorava leggere le storie degli eroi western Davy Crockett, Wild Bill Hickok e Kit Carson.

– Uno dei suoi primi lavori è stato quello di caddie, svolto poiché la famiglia aveva pochi soldi.

– In età adolescenziale si esibì come cantante in una piccola rock-band scolastica: i Dutch Masters.

– Ha perso, all’età di 17 anni, il padre, morto per diabete.

– Nel 1976 fece il suo primo, breve, cameo in un film cinematografico: Stop a Greenwich Village.

– Tra le sue interpretazioni più esilaranti al Saturday Night Live vanno ricordate quelle dell’insolito cantante Nick e del nerd Todd

– In origine il personaggio di Peter Venkman in Ghosbusters lo doveva interpretare John Belushi, prematuramente scomparso due anni prima.

– È comproprietario, in Minnesota, di una squadra di baseball, sport di cui è un grande appassionato, e di altre squadre della minor league.

– Non ha un agente.

– Si è fatto sfuggire opportunità professionali anche importanti, perché non sempre ascolta la segreteria telefonica.

– È un benefattore e sostiene il movimento dei verdi

– Il carattere difficile lo ha spesso portato a litigare con registi e colleghi.

– Tutte le sue battute in Palla da golf sono state improvvisate.

– Ha otto fratelli, tre dei quali a loro volta attori: Brian Doyle-Murray, Joel Murray e John Murray.

– Ha rischiato di morire annegato in Where the Buffalo Foam, quando Hunter S. Thompson (la cui vita ha ispirato il film) lo legò a una sedia e lo spinse dritto in piscina per vedere se poteva scappare, tipo Houdini.

ultimo aggiornamento: 22-08-2021


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