Anna Frank: il volto innocente della Shoah

Il nome di Anna Frank è impresso nella memoria storica come il simbolo dell’orrore nazista. La sua storia è il segno indelebile di un martirio senza precedenti.

Chi era davvero Anna Frank? Scoprire la dimensione più comune di uno dei volti simbolo dell’Olocausto conduce a una riflessione puntuale sulla sua storia. Una ragazzina come tante, finita nell’incubo del male assoluto, vittima come tante del delirio di Adolf Hitler e del suo sistema di morte. Scopriamo la biografia e i dettagli meno noti sulla 13enne il cui diario ha emozionato il mondo.

Chi era Anna Frank?

Annelies Marie Frank, detta Anne e nota in Italia come Anna Frank, nacque a Francoforte sul Meno, sotto il segno dei Gemelli, il 12 giugno 1929. Il suo diario, scritto nel periodo nazista, è diventato testimone imperituro di un orrore senza confini. Di origine ebrea, fu deportata e morì nel campo di sterminio di Bergen-Belsen.

La vita di Anna Frank si spense in un lager, dopo le vane speranze di salvezza che la sua famiglia nutrì nella fuga ad Amsterdam per scampare alla furia di Hitler. Perse la cittadinanza tedesca e sognava quella olandese, ma il disegno di morte del Führer aggredì la sua adolescenza sino a condurla a una drammatica fine.

Anna Frank
Fonte foto: https://www.instagram.com/annefrankhouse_official/?hl=it

La famiglia di Anna Frank: il ritratto

Il ritratto di Anna Frank emerse attraverso le pagine di un diario, che da mero custode dei pensieri e delle paure di una ragazzina si è tradotto nell’indelebile testimonianza della Shoah. Fu il padre, Otto Heinrich Frank, unico superstite della famiglia, a renderne pubblico il contenuto in forma postuma.

Anna Frank aveva una sorella maggiore, Margot Frank, morta anche lei nel 1945. La madre, Edith Holländer, perse la vita nello stesso anno. Nel 1942, la Frank iniziò a scrivere il manoscritto che racchiudeva molti dei contorni drammatici della clandestinità cui fu costretta per scampare alla furia dell’assalto nazista.

L’ultima pagina è datata agosto 1944, e quel quaderno rimase custodito nell’alloggio segreto di Amsterdam sino alla fine della Seconda guerra mondiale. Otto Frank lo prese in consegna dopo essere riemerso per miracolo dall’abisso della deportazione.

Tra le righe di una 13enne uno spaccato di vita quotidiana in cattività, nella speranza, forse, di poter dare altro inchiostro a pezzi di carta lividi di orrori e gravidi di un devastante sentimento di terrore. La famiglia visse confinata in pochi metri quadrati sino all’arresto del 1944 e alla successiva spirale di violenze tra Auschwitz e Bergen-Belsen. Allontanate dai propri cari, le sorelle Anna e Margot Frank morirono di tifo, senza mai rivedere la libertà.

5 cose che non sapevi su Anna Frank

-Il diario di Anna Frank fu reso pubblico nel 1947, e il titolo era Het Achterhuis (Il Retrocasa). 30 milioni di copie vendute e la traduzione in ben 55 lingue ne hanno fatto una prova tra le più potenti nella ricostruzione degli abomini del nazismo.

-Come riporta Il Messaggero, in quelle pagine furono scoperte parti inedite in cui la ragazzina si interrogava su quesiti fisiologici dell’età adolescenziale. Riferimenti ai cambiamenti fisici in atto, ai temi del sesso e della contraccezione: tutto occultato sotto fogli di cartone che ne hanno restituito la sostanza grazie a una ricerca olandese.

-Anna Frank avrebbe nutrito un interesse romantico per l’unico ragazzo presente nel rifugio segreto in Olanda, Peter. Secondo quanto emerso, con lui condivise l’acerbo esordio di un amore sigillato nel perimetro della paura di essere scoperti.

-Il nascondiglio di Anna Frank e della sua famiglia è diventato un museo. Si trova ad Amsterdam, al 263 di Prinsengracht, ed è meta nevralgica di un turismo storico che ripercorre la tragedia dell’Olocausto.

-Il diario divenne un’opera teatrale vincitrice del Pulitzer e fu utile alla realizzazione del film Il diario di Anna Frank, del 1959.

Diario di Anna Frank: le frasi più belle

• “Pensa a tutta la bellezza ancora intorno a te e sii felice“.

• “La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta“.

• “Quanto sarebbero buoni gli uomini, se ogni sera prima di addormentarsi rievocassero gli avvenimenti della giornata e riflettessero a ciò che v’è stato di buono e di cattivo nella loro condotta“.

• “Sono felice di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa e voglio vedere tutti felici e insieme“.

• “Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora“.

Fonte foto: https://www.instagram.com/annefrankhouse_official/?hl=it

ultimo aggiornamento: 12-06-2019

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