Il decreto Aiuti bis ha stabilito il bonus bollette 600 euro per aiutare gli italiani a far fronte alla rigida invernata di rincari.

Il decreto Aiuti bis ha innalzato il tetto massimo del bonus bollette a 600 euro. In vista dei rincari di luce, gas e acqua, il Governo ha pensato di aiutare milioni di italiani con un incentivo che non andrà a pesare sulla situazione reddituale. Vediamo come funziona e quali sono i requisiti.

Bonus bollette 600 euro: come funziona?

In vista della prossima invernata, che sarà segnata da rincari di gas, luce e acqua pari al 60%, il Governo ha pensato ad un nuovo contributo destinato ad aiutare gli italiani. Si tratta del bonus bollette 600 euro, che aiuterà milioni di persone a pagare le spese mensili di tutte le utenze attivate a proprio nome. Questo incentivo era già attivo, ma con il decreto Aiuti Bis il limite massimo di spesa è stato innalzato a 600 euro.

Il bonus bollette sarà erogato come “fringe benefit“, quindi sarà dato o rimborsato al lavoratore direttamente dall’azienda. L’incentivo non andrà a pesare né sull’Irpef e né tantomeno sulla base immobile contributiva. Le aziende possono anche fornire un benefit superiori a 600 euro, ma in questo caso l’eccedenza sarà interessata da imposizione fiscale.

Il comma 1 dell’articolo 12, in particolare, consente sia l’erogazione diretta delle somme al fornitore della somministrazione del servizio (ipotesi evidentemente più complessa in quanto i canoni delle utenze sono di norma addebitate direttamente al titolare delle stesse), sia il rimborso delle spese sostenute direttamente dagli stessi lavoratori, previa documentazione di averne sostenuto il costo“, ha chiarito la Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro.

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Bonus bollette 600 euro: ancora nodi da sciogliere

Al momento, è bene sottolinearlo, il bonus bollette 600 euro non è ancora attivo. Ci sono, infatti, alcuni nodi da sciogliere. Ad esempio, come comportarsi davanti ad un lavoratore che ha le utenze intestate ad un’altra persona, come il coniuge o il convivente? La Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro ha dichiarato: “Tenendo conto delle finalità della misura agevolativa, sarebbe auspicabile un intervento del legislatore volto ad allargare l’applicazione anche alle spese intestate a familiari conviventi per non vanificare l’applicazione ai lavoratori che non risultano gli intestatari delle utenze“.

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Ultimo aggiornamento: 28-09-2022


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