Allergia alle bacche di goji, cosa fare

Le bacche di goji sono di origine orientale, la Cina è la principale produttrice seguita dalla Mongolia e dalle regioni del Tibet e dell’Himalaya.

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La pianta si coltiva facilmente nei climi temperati e subtropicali e le bacche si possono consumare sia fresche che essiccate (come l’uvetta o i fichi) o in polvere.

Le bacche di goji sono anche soprannominate le “bacche della longevità” e recenti studi hanno dimostrato l’alto contenuto di vitamina A (antiossidanti), carotenoidi, vitamine C ed E, betaina, calcio, potassio, ferro, zinco, selenio e riboflavina. Le bacche sono composte dal 14% di proteine, 8 % di fibre e 20% di carboidrati.

Pur avendo molti aspetti benefici, le bacche – proprio per la loro ricca composizione – possono avere delle controindicazioni e indurre delle allergie. Come nella maggior parte delle allergie, anche l’allergia alle bacche di goji si combatte evitandone l’assunzione e – in caso di ingestione – con una appropriata profilassi dietro consiglio medico. Un adulto sano può consumare fino a 15 gr. di bacche di goji al giorno senza avere particolari effetti collaterali. Un sovradosaggio comporta malessere come nausea, vomito e diarrea. È comunque sempre sconsigliata l’assunzione delle bacche di goji in concomitanza con l’uso di farmaci, in particolare gli anticoagulanti.