Stefano De Martino guida una nuova puntata di Affari Tuoi: tra tensione, intrattenimento e “scuse” in diretta, cosa è successo.
Mentre c’è attesa per l’intervista bomba di Sal Da Vinci a Belve, il pubblico si lascia conquistare da una nuova serata di Affari Tuoi, dove non mancano sorprese e anche delle “scuse” in diretta. La puntata del 26 aprile 2026, condotta da Stefano De Martino, ha unito ancora una volta intrattenimento e tensione, ecco cosa è successo.

Affari Tuoi, la partita di Nunzio tra alti e bassi: il finale premia il coraggio
Sul fronte del gioco, la serata di Affari Tuoi vede protagonista Nunzio, agricoltore abruzzese e futuro papà, affiancato dalla sorella Loreta. L’inizio è promettente, con una serie di chiamate fortunate che portano subito cifre importanti e spingono il Dottore a formulare un’offerta rilevante, rifiutata senza esitazioni.
Con il passare del tempo, però, la fortuna cambia direzione: escono pacchi pesanti e la partita si complica, mettendo il concorrente davanti a scelte sempre più difficili. Nonostante le offerte da 20mila e 27mila euro, Nunzio decide di proseguire, arrivando a un finale carico di tensione.
Nel momento decisivo, con un solo pacco rosso ancora in gioco, arriva la riflessione più importante: “E’ un gioco in cui non c’è una logica, non c’è niente. Accetto l’offerta“. Una decisione che si rivela vincente, visto che nel suo pacco erano nascosti appena 50 euro.
Le scuse in diretta di Martina Miliddi: “Sempre peggio”
Durante lo spazio dedicato allo show, Martina Miliddi scende in pista insieme a Herbert Ballerina, protagonista di un’esibizione volutamente esagerata nei panni di Elvis. Al termine dello stacchetto, arriva la frase che accende lo studio: “Scusate, sempre peggio, pensavo con questo di lasciarlo un po’ più libero, ci abbiamo provato“.
Parole che suonano come delle scuse in diretta, ma che in realtà nascondono un tono ironico e giocoso. Stefano De Martino cavalca subito il momento, definendo Herbert “Il peggiore imitatore di Elvis“, mentre il pubblico reagisce all’opposto, premiando l’esibizione con una vera ovazione e cori entusiasti.