Accolto il ricorso della Procura: “Da rivedere il sì ai domiciliari della Franzoni”

Nuova sentenza della Cassazione che vuole rivedere il “si” agli arresti domiciliari per Anna Maria Franzoni. La donna oggi sta scontando la pena per l’omicidio del figlio avvenuto a Cogne nel 2002

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La Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Bologna contro la concessione degli arresti domiciliari nei confronti di Anna Maria Franzoni condannata nel 2008 a 16 anni di carcere per l’omicidio del figlio Samuele.

L’omicidio era avvenuto a Cogne, in Valle d’Aosta, il 30 gennaio 2002.

Oggi la donna si trova a Ripoli di Santa Cristina, un paese dell’Appennino emiliano.

La decisione di riesaminare la proposta è stata presa dalla Prima sezione penale della Cassazione. Nei mesi scorsi il sostituto Procuratore generale Francesco Salzano si era detto favorevole alla concessione degli arresti domiciliari di Anna Maria Franzoni ed aveva chiesto il rigetto del reclamo della magistratura di Bologna.

Dal 2008 la Franzoni era reclusa nel carcere della Dozza dove le era già stato concesso di lavorare all’esterno.

Oggi la donna ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza il permesso di uscire di casa quattro ore al giorno, senza pero’ “allontanarsi dal territorio della provincia di Bologna”. Per la Procura generale di Bologna questa nuova istanza dovrebbe essere dichiarata inammissibile perchè la detenzione domiciliare speciale richiesta per la Franzoni, non può essere concessa per chi ha figli con età superiore ai 10 anni (come appunto nel caso della donna di Cogne). Parere differente invece per il Pg della Cassazione: la concessione sarebbe ammissibile in quanto presentata il 10 giugno 2012, prima del compimento dell’età limite di 10 anni appunto.

Il ritardo, nell’invio della richiesta, secondo i pg Salzano, non può essere addebitato ad una colpa della Franzoni.
Un altra questione è quella relativa alla pericolosità sociale che rappresenterebbe la Franzoni: per il Pg della Cassazione la donna ha una “residua pericolosità sociale che corrisponde a quella di soggetti senza storia criminale”.

Entro 30 giorni i giudici depositeranno le motivazioni del loro verdetto.