Un premio per Wanna Marchi e Stefania Nobile nella sala della Protomoteca al Campidoglio scatena la polemica.
Dopo aver affrontato le conseguenze di un brutto incidente, Wanna Marchi torna al centro dell’attenzione. Ancora una volta insieme a lei c’è Stefania Nobile, la figlia con cui ha condiviso il suo insolito percorso professionale, ma anche le vicende giudiziarie. Le due donne sono state insignite di un premio al Campidoglio per il loro impegno sociale e nell’ambito letterario. Tuttavia la decisione di affidare loro un riconoscimento ha generato non poche critiche da parte del mondo del web.

Perché sono state premiate Stefania Nobile e Wanna Marchi
Nell’ambito del Premio Internazionale per la Cultura, iniziativa dedicata a personalità del mondo della cultura e dell’arte, Wanna Marchi e Stefania Nobili hanno ricevuto un premio. Le due sono state omaggiate nella sala della Protomoteca per il loro impegno nel mondo della letteratura.
A Nobile, infatti, è stato assegnato il riconoscimento per il volume “Vendere… cara la pelle”, pubblicato nel 2026 ed incentrato sulla sua vicenda personale. Mentre a Marchi è stato affidato il premio per “La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore” un libro di ricette pubblicato sempre nel corso di quest’anno.
Le polemiche per il riconoscimento
Sia Wanna Marchi che Stefania Nobile hanno un passato giudiziario alle spalle tutt’altro che limpido. Tuttavia, a quanto pare, le due hanno cambiato vita e sono pronte ad impegnarsi in settori ben diversi da quello delle truffe o delle televendite truccate. Il web, però, non dimentica e difficilmente perdona alcuni errori.
La notizia, infatti, del riconoscimento in ambito letterario assegnato alle reginette delle truffe non ha incontrato il favore di tante persone. Da sottolineare che si è trattato di un premio conferito in forma privata, in cui non vi è alcun patrocinio da parte di Roma Capitale. Dunque ciò non significa che le due truffatrici abbiamo ricevuto un’onorificenza ufficiale.
“Ecco il livello che abbiamo raggiunto in fatto di cultura in Italia” scrive un utente su Facebook, sottolineando la sua indignazione. “Complimenti soprattutto alle istituzioni che l’hanno accolta” o “Che vergogna“ si legge in un altro commento.