La Santa Sede interviene per fare chiarezza riguardo alle parole di Papa Francesco in merito alle unioni civili e la comunità lgbtq+.

Il documentario su Papa Francesco e le sue dichiarazioni riguardo alle unioni civili e la comunità lgbt hanno sollevato molti interrogativi. Per questo motivo la Santa Sede ha voluto chiarire le intenzioni delle affermazioni del Pontefice. Il lungometraggio su Papa Francesco ha mostrato una chiara apertura verso le coppie gay, segnando, almeno a primo avviso, una vera e propria rivoluzione dei principi stessi su cui si basa la dottrina cattolica. Tuttavia, la Segreteria di Stato vaticana ha diramato un documento in cui si fa chiarezza sul vero significato delle dichiarazioni del Papa.

Papa Francesco sulle unioni civili: il documentario

Il documentario dal titolo Francesco, girato dal regista Evgeny Afineevsky, aveva messo in luce alcune dichiarazioni del pontefice in merito alle unioni gay. Nel lungometraggio, infatti, il Papa aveva affermato che “Gli omosessuali hanno diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno il diritto a una famiglia”.

Papa Francesco
Papa Francesco

E poi si era anche espresso in riferimento a “matrimoni egualitari di coppie dello stesso sesso”. Tuttavia, queste due affermazioni sarebbero state estrapolate da un discorso più ampio e, per questo motivo, travisate. Infatti, le affermazioni in questione fanno parte di un’intervista rilasciata dal pontefice ad una rete televisiva messicana.

La smentita della Santa Sede

Secondo quanto riporta Avvenire nella nota che è stata diramata dalla Santa Sede, viene spiegata l’origine delle affermazioni del Papa. Queste dichiarazioni, infatti, fanno parte di un’intervista di circa un anno fa, in cui il pontefice avrebbe risposto a due domande diverse. Nel documentario, invece, le due risposte distinte del Papa sarebbero state fuse insieme, generando, quindi, questo fraintendimento.

Sempre tramite la nota viene spiegato che nel corso di questa intervista al Papa fu posta una domanda che riguardava una legge in vigore in Argentina che entrava in merito alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. La risposta del pontefice faceva riferimento esclusivamente alle unioni civili e non aveva, quindi, nessun nesso con la dottrina interna alla Chiesa stessa.

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