The Dinner Party: la più grande opera femminista in mostra a Brooklyn

Una mostra al Brooklyn Museum svelerà il dietro le quinte della più famosa opera d’arte femminista, “The Dinner Party”. Ecco tutti i dettagli.

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“The Dinner Party” è considerata la prima e più grande opera femminista della storia. Si tratta di un’installazione artistica, realizzata dalla femminista Judy Chicago, tra il 1974 e il 1979.

L’opera è conservata al Brooklyn Museum di New York, che ha ora deciso di dedicarvi una mostra, intitolata “Roots of the Dinner Party”, che svela il dietro le quinte del processo creativo di Judy Chicago, attraverso i suoi appunti, i documenti e gli oggetti utilizzati durante la realizzazione. La mostra sarà allestita fino al 4 marzo 2018.

Che cos’è l’opera femminista “The Dinner Party”

the dinner party opera femminista
FONTE FOTO: https://it.pinterest.com/pin/190277152987352365/

Judy Chicago svelò la sua rivoluzionaria opera a San Francisco, nel 1979. “The Dinner Party” è di fondamentale importanza per il movimento artistico femminista. Si tratta di un tavolo triangolare, con 39 sedute, dedicate alle donne più importanti della civiltà occidentale, dalla Preistoria al Femminismo.

Per ogni posto c’è una tovaglia, con sopra ricamato il nome di una di queste illustri donne e vari simboli ed immagini che si ricollegano ad essa. Sulla tovaglia ci sono le posate, un calice, un tovagliolo e un piatto di ceramica con dipinta una vulva. La base del tavolo, inoltre, è decorata con 2300 piastrelle di porcellana, su cui sono dipinti i nomi di altre 999 donne che hanno lasciato il segno nella storia.

Lo scopo dell’opera, oltre a celebrare l’importanza di queste figure femminili, era dare lustro ad arti tessili, tipicamente femminili, da sempre ritenute di serie b. A tal proposito, la stessa Judy Chiago ha dichiarato a Dazed Digital: “Gli uomini facevano arte, le donne artigianato. Negli anni ’70 il movimento artistico femminista sfidò questa gerarchia. (…) Cominciai a cercare figure femminili che avevano accettato la stessa sfida molto prima di me. Le istituzioni non si occupavano di trasmettere la loro storia. Io volevo sostituire gli eroi maschili con le eroine femminili. Queste 1038 donne sono il simbolo di migliaia di altre”.

FONTE FOTO: https://it.pinterest.com/pin/190277152987352365/