Ci sono donne che non possono uscire di casa senza indossare i propri pendenti preferiti, gioielli che guarniscono il lobo dell’orecchio e che sono in grado oltre che di incastonare il volto anche di illuminarlo rendendolo davvero irresistibile.

La storia di questi accessori è estremamente lunga e affascinante. Inizia molto indietro nel tempo, occorre infatti tornare addirittura fino all’Età del Bronzo per trovare le prime tracce di simili abbellimenti per il corpo. Il concetto di decorazione di sé ha caratterizzato qualsiasi epoca, narrando aspetti chiave di tutti i popoli che lo hanno approfondito. Gli orecchini, così come è avvenuto anche per collane e anelli, hanno fatto la loro comparsa oltre tremila anni fa. E anche se oggi si tratta di un accessorio indossato sia dalle donne che dagli uomini, c’è stato un tempo in cui era esclusivo appannaggio della sfera maschile. Nel periodo dell’Antico Egitto infatti questi gioielli erano indossati principalmente dagli uomini, poiché si trattava di un ornamento di un certo peso sociale (indicava una elevata posizione nella scala gerarchica). Solo successivamente vennero utilizzati anche dalle donne, che infatti erano raffigurate con i caratteristici occhi lunghi e sensuali oltre che con dei cerchi dorati pendenti dai lobi dell’orecchio. Persino le statue degli amati gatti venivano adornate dagli egizi con orecchini, in modo da ricordare e mettere in evidenza il loro aspetto sacro.

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Storia degli orecchini
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Il Medioevo, l’epoca d’oro dell’oreficeria come arte

L’orecchino divenne poi un oggetto e un accessorio di uso comune durante l’Antica Grecia, quando diverse fasce della popolazione iniziarono a indossarlo facendone così un ornamento di tutti i giorni. Anche la Bibbia farà riferimento agli orecchini, definendoli dei talismani. Mentre in epoca romana inizieranno ad andare sempre più di moda quelli a forma di cerchio, adornati con fiori e immagini sacre o di divinità. E’ con il Medioevo che si avrà però un deciso e trasversale cambio di passo: il valore di questi accessori aumenterà dal momento che per la loro realizzazione verranno utilizzate pietre sempre più rare e preziose. Inizialmente si impiegheranno soprattutto le perle ma l’evoluzione del settore sarà costante e nel Settecento si arriveranno anche impreziosire certi pendenti con splendidi diamanti. Il Medioevo ha rappresentato un’epoca d’oro per l’oreficeria, che ha preso sempre più le sembianze di una vera e propria arte. E’ qui che si verifica un altro cambio di passo importante, poiché simili accessori diventano ornamento prettamente femminile. Si fa un grande uso dell’oro massiccio per realizzare composizioni grandiose, tempestate di pietre.

Ornamenti speciali per nobili, pirati e corsari

E’ bene comunque precisare come la tradizione che vedeva anche gli uomini indossare orecchini non sia mai caduta del tutto in disuso. In molti li portavano per esempio in battaglia, quale elemento in grado di infondere e dimostrare coraggio nella lotta. Inoltre continuavano ad essere simbolo di potere negli status sociali e venivano indossati dall’alta nobiltà. Senza dimenticare che ne facevano un utilizzo importante anche i pirati e i corsari. Le motivazioni alla base di questa usanza erano almeno due: in primis la presenza dell’orecchino in genere al lobo sinistro era utile per essere più visibili sottocoperta o in luoghi bui così per esempio durante una battaglia, inoltre i pendenti venivano tramandati e servivano da ricompensa a chi fosse toccato il compito di dare sepoltura a un corpo. Con l’inizio del Rinascimento si sono iniziate a ridurre le dimensioni degli orecchini, divenuti in molti casi piccoli punti luce per abbellire l’outfit di dame e signore. Nuovo cambio di passo con l’ingresso nell’Età Moderna – si va all’incirca dalla scoperta dell’America fino alla Rivoluzione Francese – che ha visto tornare l’equilibrio tra uomini e donne in relazione all’usanza di indossare orecchini. I soldati di Napoleone, per esempio, indossavano due vistosi orecchini per simboleggiare la potenza del loro corpo militare. Arriviamo infine all’Età Contemporanea, che inizia con la Rivoluzione Industriale e arriva ai giorni nostri: esplode la passione per gli orecchini, che diventano icona di stile e cultura assumendo significati sempre nuovi e diversi. Le donne dell’Africa centrale sono ad esempio solite indossare orecchini vistosi per indicare femminilità e seduzione proteggendo dal male le giovani, mentre nell’Islam si ritiene che questi accessori possano avere un significato di stampo propiziatorio.

Modelli, stili e l’importanza degli orecchini nel confronto con sé stessi e gli altri

Esistono infiniti modelli, stili e forme per quanto riguarda gli orecchini moderni: ci sono quelli a goccia e i pendenti, i fili di brillanti e quelli classici a campanella. Vengono utilizzati per completare qualsiasi outfit e messi in dialogo con il volto di chi li indossa, ecco perché è sempre bene ricordare che quando si acquistano degli orecchini non bisogna lasciarsi tentare (solo) dalla loro bellezza ma occorre saggiarne anche la praticità e il livello di compatibilità con la propria figura nel complesso.

Gli orecchini e i gioielli in generale possono esprimere anche una voglia di lusso oltre che raccontare alcuni tratti della personalità declinati in senso narcisistico. Da un lato troviamo il piacere di essere osservati e ammirati, magari suscitando una punta di invidia. Per vincere il confronto con gli altri molto spesso sono infatti i dettagli ad essere fondamentali: ci identificano ma soprattutto ci fanno sentire speciali. C’è poi anche un certo godimento nell’osservarsi, ammirando se stessi a propria volta. In tal caso il confronto non è con gli altri ma direttamente con la propria immagine. Nelle gioiellerie si fanno esperienze di shopping spesso molto coinvolgenti e sempre più donne, senza attendere che simili accessori siano regalati da qualcuno, acquistano orecchini per un certo gusto ad esprimere la personale autonomia. E’ importante scegliere i giusti orecchini per valorizzarsi e in questo la moda ci lascia assolutamente campo libero: nessuna imposizione o costrizione, la scelta è vasta e sondando il terreno di può trovare sempre ciò che più fa al caso proprio. Bisogna iniziare ponendosi alcune domande, relative a chi siamo e come ci sentiamo o come vorremmo raccontarci agli altri mettendo in luce certi nostri punti di forza. L’importante, come in tutte le cose, è cercare di non esagerare.


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