Nina Moric dice la sua riguardo il caso dell’arresto di Lapo Elkann

La showgirl e modella croata Nina Moric è scesa in campo per difendere Lapo Elkann, il rampollo di casa Agnelli: “Lancio l’hashtag Je suis Lapo”.

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Durante un programma andato in onda su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, Nina Moric ha detto la sua opinione sul caso dell’arresto a New York di Lapo Elkann. La showgirl croata si è schierata dalla parte dell’imprenditore italiano dopo lo scandalo dei giorni scorsi: “Credo che Lapo sia un ragazzo molto in gamba, ho avuto la fortuna di conoscerlo, è intelligente, è una persona molto sensibile che sta attraversando un momento di difficoltà”.

Nina Moric lancia l’hashtag Je suis Lapo

La showgirl ha commentato: In primis voglio dire che  io sto con Lapo, lancio l’hashtag Je suis Lapo. Credo che Lapo sia un ragazzo molto in gamba, ho avuto la fortuna di conoscerlo, è intelligente, è una persona molto sensibile che sta attraversando un momento di difficoltàTrovo disgustoso che tutti stiano buttando fango su di lui, dicendo fesserie e ridendo sopra a una brutta storia.

La situazione è già abbastanza tragica, servirebbe silenzio. Bisogna stare vicino alle persone che soffrono, questo purtroppo è un ambiente vizioso e tutti giudicano solo dalle apparenze. Bisogna tenere a mente che un tossicodipendente non è una persona felice. E’ incredibile che non ci sia nessuno nella sua famiglia che non gli dia una mano.”

Nina ha commentato l’episodio con queste parole: “Per diecimila miseri dollari, considerando che parliamo di una delle famiglie più ricche d’Europa, non dovevano chiamare l’FBI, ma andare lì, dare due sberle a Lapo e riportarlo in Italia, in un posto dove potesse essere curato. Invece l’hanno mandato sui giornali, è top topic mondiale.”

La modella svela che ci potrebbero essere gravi conseguenze: “E’ una vergogna questa. E se questo ragazzo domani si suicida? Noi siamo bulli, tutti quelli che lo hanno deriso hanno fatto una cosa grottesca, bruttissima, che mi fa vergognare. Parliamo sempre di bullismo e poi siamo i primi a festeggiare quando accadono le disgrazie agli altri. Siamo bulli, siamo un popolo di bulli. Quando uno ha successo deve essere sempre denigrato in qualche modo“.