5 curiosità su Rosa Fanti: la moglie di Carlo Cracco non ama affatto… Cucinare!

Rosa Fanti è la seconda moglie di Carlo Cracco. Cosa non sappiamo della donna che ha stregato uno degli chef più apprezzati del Paese?

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Chi di noi donne non vorrebbe avere un uomo fantastico che cucina per noi piatti succulenti mettendosi ai fornelli al posto nostro? Immaginiamo un po’ tutte ed è per questo che suscita la nostra invidia Rosa Fanti, moglie dello chef stellato Carlo Cracco. Rosa, originaria di Santarcangelo di Romagna ma milanese d’adozione, ha 34 anni e lavora sì con il marito chef, ma non in cucina, bensì nell’ambito dell’organizzazione del suo lavoro e delle pubbliche relazioni. Una coppia, dunque, vincente nella vita privata e nella carriera!

Rosa Fanti, la moglie dello chef che non ama affatto cucinare!

  • Rosa e Carlo si sono conosciuti a un evento lifestyle circa quattro anni fa. Dopo essersi scambiati i numeri di telefono, Carlo si è presentato nello studio di Rosa e da lì hanno cominciato a frequentarsi.
  • Carlo ha 51 anni, ben 17 in più della nostra Rosa che ne ha 34.
  • Sì è laureata in Scienze delle Comunicazioni all’Università di Bologna.
  • Rosa non ama cucinare e ha dichiarato che prima di conoscere Cracco in frigorifero aveva soltanto una confezione di piadine precotte e una mozzarella.
  • La madre di Rosa, invece, tiene testa al genero, essendo una cuoca provetta specializzata in cucina romagnola. I suoi piatti forti sono: tagliatelle al ragù, strozzapreti, passatelli e l’immancabile piadina.

Rosa Fanti, la vita privata

Rosa è la seconda moglie di Carlo Cracco. Insieme hanno avuto due figli maschi. La dolcezza e la tenacia di Rosa hanno saputo conquistare anche le due figlie che Carlo ha avuto dal suo precedente matrimonio, con il risultato di una famiglia allargata che sembra essere davvero molto felice. Inoltre, Cracco è un ottimo papà capace di destreggiarsi abilmente tra famiglia e lavoro.

Come ha dichiarato Rosa a Vanity Fair: “Fa tremila cose, ma è sempre molto presente. Pensi che ha trovato il modo per stare tutti insieme a fine giornata, nonostante il suo lavoro. Ceniamo sempre alle 18.30, prima che lui vada al ristorante. Prepara da mangiare per tutti e ci sediamo a tavola per almeno un’ora. È il tempo del ritrovarsi”.