Dietro un grande campione ci sono sempre dei grandi genitori: è il caso di Roberto Baggio, che ha potuto sempre contare sull’appoggio della famiglia di origine.

Centrocampista tra i più forti di sempre, Roberto Baggio rappresenta un vero e proprio idolo per il calcio italiano. Nato in una famiglia molto numerosa, il vicecampione del mondo ai Mondiali del 1994 è cresciuto nell’umiltà e nella semplicità. A rappresentare per lui una vera e propria àncora sono stati i genitori, Florindo Baggio – scomparso nel 2020 – e Matilde Rizzotto. È stata proprio quest’ultima ad accompagnare Roberto ad uno dei suoi provini più importanti e di lei, l’allenatore Giampietro Zuccon, ha sempre conservato un ottimo ricordo.

Florindo e Matilde, i genitori di Roberto Baggio

Zuccon, primo allenatore di Roberto Baggio quando militava nelle giovanili del Vicenza, ha raccontato il primo provino del Divin Codino a Il Giornale di Vicenza.

“Roberto aveva 13 anni quando è venuto a giocare con noi. Da subito si capiva che aveva una marcia in più. Ma la sua vera forza veniva dalla famiglia – aveva precisato l’allenatore – . Quando la mamma lo accompagnò al campo per il primo provino si dimostrò molto umile nonostante sapesse di avere in casa un campione e non avanzò nessuna pretesa”.

L’umiltà della famiglia di Roberto Baggio è sempre stata una forza per il campione, che ha trovato nei genitori Florindo e Matilde un’ancora di salvezza e un punto di riferimento.

E, proprio con il padre Florindo, scomparso nel 2020, il calciatore ha vissuto un rapporto difficile. Florindo, carpentiere con una piccola impresa di infissi nel Veneto, ha lavorato molto per mantenere i suoi otto figli e la moglie.

Più appassionato di due ruote che di calcio, il padre del campione sperò, in un primo momento, che il figlio diventasse un campione del ciclismo. Poi si arrese all’idea che il suo talento era un altro.

“Papà era duro, di origini umili, aveva vissuto la povertà e la guerra, a casa con lui non ti potevi confrontare, non ti dava soddisfazione, né avevi modo di dire la tua – ha raccontato Roberto in una intervista a Il Venerdì di Repubblica – .Era prigioniero della sua timidezza e di un’educazione che non ammetteva aperture, ma mi ha insegnato tutto e a non avere rimpianti. Mi ha amato, con i suoi modi. Otto figli da crescere, per lui che aveva una piccola azienda di infissi non è stato facile”.

E i rapporti tra Baggio e il padre non sono sempre stati idilliaci. “A un certo punto della mia vita mio padre era diventato come un nemico perché era sempre rigido, severo – ha raccontato lui nel corso della conferenza stampa di presentazione del film Netflix, Divin Codino – . A volte si hanno problemi con i genitori, ma poi ci si accorge di loro quando non ci sono più”.

In quell’occasione, Baggio non riuscì a trattenere la commozione per il ricordo del padre nei confronti del quale, da adulto, ha sempre provato un senso di profonda gratitudine.

“La sua è stata un’educazione rigida, ma è stata la base per non arrendermi mai e non mollare mai – aveva detto – . Provo una profonda gratitudine nei confronti di mio padre. Quando ero giovane non capivo l’amore e la protezione che provava a modo suo nei miei confronti. Oggi l’ho capito”.

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ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2022 17:36


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