Risarcimento danni da vaccino Covid: come funziona e chi ha diritto ad aver e un indennizzo in caso di problemi derivanti dal vaccino.

Dopo una discussione non troppo lunga, è arrivato il via libera da parte del governo. Nasce il risarcimento danni da vaccino Covid. Un indennizzo che fa parte del decreto Sostegni e che è stato rivenditaco dalla Lega e da altri partiti come un grande successo. Sono già stati stanziati 150 milioni di euro, 50 per l’anno in corso, 100 per il prossimo. Ma chi potrà beneficiarne e come funzioneranno?

Come funziona il risarcimento danni da vaccino Covid

Va detto che si tratta di una misura che già esisteva. Lo Stato è infatti tenuto a risarcire tutte le persone che abbiano ottenuto danni dai vaccini obbligatori. Per quello che difende dal Covid manca ancora l’obbligatorietà, e questo ha creato finora dibattito. Una discussione che ha portato all’estensione della misura anche per i vaccini raccomandati.

Vaccino Covid a domicilio
Vaccino Covid a domicilio

Come si legge nella nuova versione dell’articolo 1 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, l’indennizzo da vaccino spetterà a tutti coloro “che abbiano riportato lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica a causa della vaccinazione anti Sars-CoV2 raccomandata dall’autorità sanitaria italiana“. In altre parole, non basteranno poche linee di febbre e mal di testa per poter accedere all’indennizzo.

Risarcimento vaccino anti-Covid: a chi spetta

Come può evincersi chiaramente dal comma aggiunto all’articolo, l’indennizzo non sarà possibile per coloro che siano incorsi in effetti collaterali comuni causati dalla vaccinazione. Scatterà invece per i danni permanenti causati dall’inoculazione. La procedura, come spiegato da Diritto.it, prevede che la persona danneggiata o i suoi eredi presentino domanda all’Azienda sanitaria di residenza, allegando i documenti legati alla vaccianzione e all’insorgere della patologia collegata. Dopo una visita effettuata dalla Commissione medica ospedaliera del territorio, in caso di esito positivo si accederà all’indennizzo, in caso di esito negativo si avranno 30 giorni per presentare ricorso. La domanda va comunque inoltrata entro tre anni dall’insorgere della patologia, non della somministrazione.

Una misura dunque importante, che dovrebbe portare a un risarcimento giusto ed equo solo a chi ne abbia veramente diritto. Spiega il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “La norma di fatto esisteva già perché ci fu una sentenza della Corte Costituzionale che sostanzialmente equiparava la vaccinazione raccomandata, come quella che abbiamo effettuato nel nostro Paese, alla vaccinazione obbligatoria. Quindi esisteva già una legge e un capitolo di bilancio, dopo di che si è ritenuto necessario approfondire ulteriormente, specificare con una norma ad hoc alla legge già esistente“.

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Ultimo aggiornamento: 24-01-2022


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