Nuove ricerche neuroscientifiche mostrano che l’atto del respirare può influenzare memoria e concentrazione.
La respirazione è uno dei gesti più naturali che compiamo ogni giorno, anche se forse non tutti sanno che respirare può avere effetti anche a livello mnemonico e cognitivo. Una recente ricerca neuroscientifica ha messo in evidenza come il ritmo del respiro non serva soltanto a mantenere in equilibrio le funzioni vitali, ma possa incidere, in modo diretto, sulla capacità di recuperare e consolidare i ricordi. Il modo in cui si inspira e si espira, infatti, assume una grande importanza nei processi cognitivi legati alla memoria e alla concentrazione.
Il legame tra l’atto della respirazione e memoria secondo la neuroscienza
Gli studiosi coinvolti nella ricerca hanno sottolineato il fatto che il ciclo respiratorio influenza l’attività elettrica del cervello, modulando, in particolare, le aree deputate alla memoria.
Attraverso sofisticate tecniche di monitoraggio dell’attività neuronale, è emerso che le informazioni sono richiamate – con maggiore facilità – quando l’apprendimento e/o il recupero avvengono durante la fase di inspirazione.

Questo effetto risulta ancora più marcato quando la respirazione avviene attraverso il naso, poiché tale modalità stimola circuiti cerebrali profondamente collegati all’ippocampo, struttura centrale nella formazione dei ricordi. Il respiro, in questo senso, agisce come un regolatore naturale che prepara il cervello a facilitare l’accesso alle informazioni archiviate.
Perché il respiro nasale rende la mente più ricettiva
La spiegazione di questo fenomeno risiede nella sincronizzazione delle oscillazioni cerebrali. Il ritmo respiratorio, soprattutto se regolare e nasale, favorisce l’armonia tra diverse frequenze dell’attività neuronale, andando a creare le condizioni ideali per la comunicazione tra le aree cerebrali coinvolte nella memoria e nelle emozioni.
L’inspirazione dal naso attiva, inoltre, il bulbo olfattivo, struttura connessa direttamente al sistema limbico; in tal senso, va ad amplificare la risposta delle regioni cerebrali legate al ricordo e alla regolazione emotiva. La respirazione orale, invece, non produce lo stesso livello di coordinazione neurale e, pertanto, il processo di recupero dei ricorsi è meno efficiente.
Oltre agli effetti sulla memoria, una respirazione consapevole ha effetti positivi sul benessere mentale generale. Un ritmo lento e profondo favorisce uno stato di rilassamento, riduce lo stress e migliora la capacità di concentrazione.
Anche durante il sonno, una respirazione regolare aiuta il cervello a consolidare le informazioni apprese durante la giornata, a differenza dei disturbi respiratori notturni che, nei fatti, possono incidere, in maniera negativa, sulla qualità della memoria.