La quarantena da Coronavirus con il Dpcm di ottobre è passata da 14 a 10 giorni e per interromperla è diventato sufficiente un solo tampone: ecco il motivo.

Una delle novità più importanti del Dpcm del 13 ottobre è quella relativa alla nuova quarantena. Dai 14 giorni canonici che si sono rispettati in Italia fino a questo momento, si è passati a un periodo di isolamento di 10 giorni. Inoltre, per i positivi è diventato sufficiente un solo tampone negativo per interrompere l’isolamento. Prima ne servivano almeno due.

Una grande novità cui l’Italia è arrivata con un certo ritardo rispetto ad altri paesi europei. In Germania, ad esempio, la quarantena dura già da tempo 10 giorni, mentre in Francia sono solo i 7 giorni di isolamento concessi. Ma per quale motivo, se la pandemia è ancora in corso ed è ancora così pericolosa, si è pensato di ridurre il tempo di quarantena? Scopriamolo insieme.

La quarantena nel nuovo protocollo del Cts

La scelta di ridurre i giorni di quarantena è stata presa sulla scia della raccomandazione dell’Oms e del Center for Disease Control and Prevention. Per adeguarsi alle misure internazionali, nel nuovo protocollo il Cts ha previsto una quarantena di almeno 10 giorni di isolamento, di cui gli ultimi tre devono necessariamente essere privi di sintomi. Al termine di questo periodo, basterà un solo tampone molecolare per poterla interrompere.

Donna con mascherina, sindrome della capanna
Donna con mascherina, sindrome della capanna

In caso di risultato ancora positivo del tampone dopo 10 giorni, il paziente deve rimanere isolato per altri 7 giorni prima di effettuare un nuovo tampone. Dopodiché, se dovesse essere ancora positivo, basteranno 4 giorni di isolamento. Conclusi anche questi, a prescindere dal risultato dell’ultimo tampone, potrà tornare alla vita normale. Questo perché, stando a quanto si legge in una nota: “Le evidenze disponibili non documentano alcun caso di presenza di virus competente per la replicazione“.

Quarantena ridotta e carica virale bassa

In altre parole, a portare alla scelta di ridurre la quarantena è stato il fatto che la carica virale di un asintomatico dopo così tanti giorni è talmente bassa da non poter più essere infettiva. Lo hanno dimostrato molti studi internazionali negli ultimi tempi.

Va ricordato che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva proposto l‘allentamento delle misure di quarantena già a giugno, quando aveva modificato la definizione di ‘paziente guarito dal Covid’. Una scelta che era stata presa a causa delle evidenze scientifiche che mostravano come il virus fosse raramente presente nei campioni respiratori dei pazienti dopo 9 giorni dai primi sintomi. E così, per questo motivo, anche in Italia termina la ‘dittatura del tampone’ e si apre, con il Dpcm di ottobre, una nuova fase di convivenza con il virus.

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ultimo aggiornamento: 14-10-2020


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