L’origine e il significato dei nomi e degli pseudonimi scelti dai personaggi più famosi della televisione italiana: da Amadeus a Mara Venier, passando per Lilli Gruber.

Sai che la D’Urso non si chiama Barbara? E il motivo per cui Amadeus si fa chiamare così? Sono tanti i personaggi della televisione italiana che utilizzano pseudonimi per la propria carriera artistica. Nomi a volte simili a quelli di battesimo, altre volte molto più fantasiosi, ma sempre con un significato specifico. Ecco da cosa nascono gli pseudonimi di alcuni dei personaggi più amati degli ultimi anni!

Il significato degli pseudonimi dei personaggi famosi

Partiamo dal conduttore più importanti di casa Rai degli ultimi anni, Amadeus, il direttore artistico del Festival di Sanremo. Scoperto da Claudio Cecchetto, Amedeo Umberto Rita Sebastiani è diventato Amadeus quando è approdato su Radio Deejay. Cosa lo ha ispiriato? Il nome di Mozart, Wolfgang Amadeus.

Passiamo a Raffaella Carrà. Sapevi che il suo vero nome è Raffaella Maria Roberta Pelloni? La più amata showgirl della nostra televisione deve il suo cognome d’arte allo sceneggiatore Dante Guardamagna, che la associò al pittore Carlo Carrà, uno dei maestri del futurismo prima e della metafisica poi, artista noto per lo stile rivoluzionario. Proprio come Raffaella!

Raffaella Carrà
Raffaella Carrà

C’è poi Barbara D’Urso. Tutti i suoi fan sanno infatti che il suo nome di battesimo è un’altro: Maria Carmela d’Urso. Napoletana d’origine, quando da giovane si trasferì a Milano incontrò non pochi pregiudizi per le sue origini meridionali. E così scelse di adottare un nome simbolico, Barbara, che in greco vuol dire “straniera”.

Nome di battesimo decisamente impegnativo per Lilli Gruber, all’anagrafe Dietline Gruber. Dietlinde è un nome tedesco (il padre era un madrelingua tedesco), traducibile in italiano con Teodolinda, il cui diminutivo può essere, appunto, Lilli.

Lilli Gruber
Lilli Gruber

Il vero nome di Pif è invece Pierfrancesco Diliberto. A scegliere il suo pseudonimo fu il collega Marco Berry durante una trasferta per Le Iene, come abbreviazione del suo nome di battesimo. Un nomignolo che suonava così bene da venire poi adottato in pianta stabile.

Passiamo a Platinette, all’anagrafe Maurizio Coruzzi (detto Mauro). Essendo il suo personaggio una drag queen, il noto conduttore scelse di adottare un soprannome fin da subito. E si fece ispirare dal colore della parrucca utilizzata fin dalle sue prime apparizioni, quindi il platino.

PLATINETTE
PLATINETTE

Che Pupo utilizzi un nome d’arte non è mai stato un mistero. Non molti sanno però che a Enzo Ghinazzi il suo fu praticamente imposto da Freddy Naggiar, fondatore dell’etichetta che lo lanciò, la Baby Records. Il motivo? Perché già allora Enzo sembrava più giovane della sua età!

E passiamo a Gerry Scotti, che tutti sappiamo chiamarsi Virginio. Solo che il suo pseudonimo non è un abbreviativo del nome di battesimo, bensì l’evoluzione di Gary, il nome utilizzato quando lavorava da giovanissimo a Radio Hinterland Milano 2. Divenne Gerry solo dopo il passaggio a Radio Deejay.

Gerry Scotti
Gerry Scotti

Signore e signori, ecco a voi… Mara Povoleri. Non sai di chi stiamo parlando? Ma della signora della tv, Mara Venier. All’esordio da attrice, la giovane Mara scelse di adottare il cognome con cui è diventata famosa per ricordare quello di una famiglia patrizia della sua città, Venezia.

E chiudiamo questa lista con Fabio Volo, all’anagrafe Fabio Bonetti. Non tutti ricordano che lo scrittore è stato anche un cantante da giovane, pubblicando alcuni brani per l’etichetta bresciana Media Records sotto lo pseudonimo Volo, che poi lo ha accompagnato in televisione come cognome d’arte.

Fabio Volo
Fabio Volo

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