Plexiglas o Plexiglass, questo è il dilemma: ecco come si scrive nel modo corretto e qual è la storia di questo termine!

Il modo corretto di scrivere la parola plexiglas, o plexiglass (con due esse), è venuto alla ribalta a causa di un battibecco social tra Matteo Salvini e il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ha fatto notare al leader della Lega che ‘plexiglass’ si scrive con due esse, invece con una come aveva scritto lui si Twitter. Ma qual’è il modo giusto di scriverlo?

La bagarre social tra i due politici ha dato adito a consultare il dizionario online della Treccani, che riporta la forma corretta con una esse. Stando a questo, la giusta forma di scrittura è “plexiglas“, ma c’è di più perché la storia di questo materiale a metà tra vetro e plastica è molto particolare. Scopriamo di più!

  • Origine: dal tedesco;
  • Quando si usa: per indicare il materiale specifico, a metà tra plastica e vetro;
  • Lingua: tedesco, ma inglese per la variante “plexiglass”;
  • Diffusione: globale.

La storia del termine plexiglas: il significato

Plexiglas con una esse sola è un marchio registrato di origine tedesca. La storia racconta del chimico tedesco Walter Bauer che inventò il materiale Acrylglas, cioè il polimetilmetacrilato, mentre stava facendo delle ricerche sugli acrilati, cioè materie plastiche.

In particolare avvenne che su un monomero metacrilato (MMA) arrivò per caso la luce del sole, producendo una reazione di polimerasi. Con la rottura della provetta di vetro, i due materiali si fusero e diedero vita al polimetilmetacrilato. Il marchio del Plexiglas venne così depositato nel 1933 dal chimico Otto Rhom, e il nome si deve alla fusione delle parole tedesche “plastica“, “flessibile” e “vetro“.

Plexiglas
Plexiglas

Il Plexiglas è detto anche vetro acrilico, e può essere commercializzato anche con altri nomi. In italiano però si può dire anche plexiglass con due esse, perché nell’uso corrente il termine deriva dalla traslazione posticcia dalla lingua inglese. Quest’ultima essendo una lingua derivante dal ceppo germanico, ha preso lo stesso nome ma con la variante inglese di “vetro”, “glass”. Oggi si ha molta più familiarità con l’inglese, e quindi questo termine è entrato nell’uso comune.

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