Nel dibattito sull’occupazione femminile proposti interventi per chi viola le pari opportunità e maggiore trasparenza sulle quote rosa.

Il tema delle pari opportunità nell’accesso al lavoro è oggi più che mai dibattuto. Con il tasso di disoccupazione in aumento che colpisce soprattutto le donne la situazione sembra non avere miglioramenti. Basta guardare un po’ di numeri per capire la gravità della situazione: dai dati Istat di dicembre 2020, su 101 mila posti di lavoro in meno, 99 mila appartenevano a donne.

Per contrastare questo fenomeno l’obiettivo è riuscire a riportare l’occupazione femminile in Italia in linea con le medie degli altri paesi d’Europa. Questo è l’argomento che è stato trattato domenica scorsa nel webinair “Obiettivo 62% – l’occupazione femminile come rilancio nazionale” nel quale sono intervenute associazioni e ministri. Nel corso dell’incontro sono emerse interessanti proposte per arginare le violazioni al codice delle pari opportunità.

Violazioni delle pari opportunità: una piattaforma per denunciarle

Nel codice delle pari opportunità tra uomo e donna sono imposti i divieti di discriminazione per l’accesso al lavoro (e alla formazione). In particolare è vietato perpetuare discriminazioni in riferimento alla situazione familiare del candidato/a (sposato, con intenzione di sposarsi o avere figli).

Colloquio di lavoro
Colloquio di lavoro

Eppure, nonostante il codice in vigore, domande sulla vita personale continuano ad essere poste durante i colloqui di lavoro e sono determinanti nella scelta dell’assunzione, specie per le donne. Da queste premesse nasce la proposta del ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando. Per il ministro si potrebbe creare una piattaforma che consenta di inviare denunce anonime quando si verifichino violazioni dell’articolo 27 del codice delle pari opportunità.

Più chiarezza sulle quote rosa

Accanto alla proposta del ministro Orlando, anche il ministro dell’Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, ha avanzato le sue idee. Per il ministro si dovrebbe richiedere maggiore trasparenza alle aziende riguardo alle quote rosa.

Al webinair non poteva mancare l’intervento del ministro Elena Bonetti delle Pari opportunità che ha parlato dell’importanza di “promuovere l’empowerment femminile” come forma di investimento e di sviluppo sostenibile. Mara Carfagna, ministro per il Sud, ha sottolineato che il problema dell’occupazione femminile è ancora più marcato al sud “dove lavora una donna su tre“. È possibile rivedere la replica del webinair organizzato da Le Contemporanee, Fuori Quota, Soroptimist International Italia e la Rappresentanza della Commissione europea in Italia dal canale YouTube Le Contemporanee.


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